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23/06/2021

Il patrocinio dell’ente pubblico affidato senza gara, conta la fiducia

Il Sole 24 Ore - Guglielmo Saporito

Professione
La Corte dei conti legittima per la difesa procedure di scelta semplificate Bastano trasparenza ed economicità, diverso il caso di consulenze massive
Basta la fiducia negli avvocati che difendono pubbliche amministrazioni, per superare le rigide procedure di gara: lo sottolinea la Corte dei conti (sezione giurisdizionale Lazio, 509/2021), risolvendo così i timori di molti enti pubblici. Dando peso alla fiducia, gli incarichi a professionisti esterni sono tenuti distinti dalle generiche consulenze esterne, alle quali invece si applica il regime degli appalti (con gare e dubbi sull'anomalia di offerte ribassate).

Fino a oggi, del problema si era occupata la giustizia amministrativa in sede di liti su incarichi senza gara o su offerte al ribasso (da ultimo, Tar Milano 1071/2021), ma mancava un orientamento del giudice contabile. Quest'ultimo era proprio il più temuto, perché può agire contro i funzionari che si discostino dalle procedure di legge, con rischio di condanna del funzionario al rimborso del danno erariale (la parcella pagata all'avvocato scelto in modo errato). Ora tali procedure di scelta sono semplificate perché, per la difesa nelle aule giudiziarie, l'incarico è ritenuto autonomo e professionale, caratterizzato cioè, se rispetta generali principi in tema di trasparenza ed economicità, da un preminente elemento fiduciario. Al contrario, vi è un appalto di servizi (sottoposto alle norme sui contratti pubblici) solo se la prestazione richiesta al professionista è parte di un servizio più complesso e articolato (ad esempio, la gestione di "tutti i crediti"), superando il patrocinio legale in singole controversie.

Il caso esaminato dai giudici contabili era poi esemplare: il pubblico ministero contabile ipotizzava che la Consip avesse causato un danno milionario all'Erario, assegnando senza gara incarichi di difesa legale ad avvocati liberi professionisti. Oltretutto, sosteneva la pubblica accusa, l'ente possedeva al proprio interno un servizio legale con numerosi avvocati abilitati. La sentenza della Corte dei conti assolve i vertici di Consip, ponendo l'accento sull'elemento fiduciario («mi fido dell'avvocato Cicerone perché lo ritengo più idoneo in quanto...»). Ciò consente di superare l'alchimia di gare su titoli di studio, curricula e offerte economiche: bastano infatti trasparenza ed economicità, cioè una pubblicità iniziale e una sommaria comparazione, perché la fiducia ha un forte peso. La Corte dei conti esclude quindi il danno erariale adeguandosi all'orientamento della Corte di giustizia Ue (C-265/18 del 6 giugno 2019).

Resta aperta, per i professionisti, la questione dell'equo compenso, cioè dei minimi tariffari in incarichi massivi, ma in tali incarichi la fiducia ha scarso peso, perché il committente tende a privilegiare il parametro della convenienza economica.

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