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30/03/2021

Il pasticcio farmacie inguaia i conti di Palazzo Rosso

La Stampa - ANTONELLA MARIOTTI

un'altra grana per il Comune
Corsa contro il tempo per incassare 3,5 milioni: è la rata del maxidebito
Sui conti di Palazzo Rosso incombe un pasticcio. Un altro. La vicenda della vendita delle farmacie comunali che doveva chiudersi entro il 31 dicembre, diventato poi il 31 marzo, non è detto che si chiuda proprio quel giorno (forse si andrà al 7 aprile) e non è detto che tutto fili liscio come previsto con l'incasso di oltre 3 milioni e mezzo di euro. Questo implica un problema non da poco, perché quella vendita è di fatto la «rata» da versare per rispettare il Piano di riequilibrio. Soldi «freschi» legati alla cessione dell'ultimo 20 per cento delle quote di Farmal del Comune e delle licenze. - P. 35 Sui conti di Palazzo Rosso incombe un pasticcio. Un altro, è il caso di scrivere: la vicenda della vendita delle farmacie comunali che doveva chiudersi entro il 31 dicembre, diventato poi il 31 marzo, non è detto che si chiuda proprio quel giorno (forse il 7 aprile) e non è detto che tutto fili liscio come previsto con l'incasso di oltre 3 milioni e mezzo di euro. Questo implica un bel problema perché quella vendita è di fatto la «rata» - che in realtà è un risparmio - del piano di riequilibrio, somma che sarebbe stata quindi l'equivalente dei soldi «freschi» incassati con la vendita delle farmacie comunali. Erano sei le farmacie, o meglio quel che restava in pancia a Palazzo Rosso: le licenze e il 20% della società Farmal, a cui era stata concessa nel 2008 la gestione per 60 anni (ne rimangono quindi 48). Quel bando ha visto un solo partecipante, «Alessandria Salute srl», che alla pari con Edenfin è proprietaria del restante 80% di Farmal. Entrambe fanno capo al gruppo di Giovanni Provera. La Corte dei conti aveva quantificato il disavanzo in 75.058.588,24, rilevando che «per il ripiano di tale massa passiva sono previste, a partire dal 2019, quote annuali di importo crescente fino al 2038: si inizia con 1.109.313,66 di euro e si termina con 3.938.467,62 euro, quota che diventa costante dall'esercizio 2022». «Si osserva al riguardo - si aggiunge - che la Corte dei conti, Sezione Autonomie, nella delibera raccomanda di adottare misure che abbiano una maggiore incidenza nei primi anni previsti dal piano, per poi stabilizzarsi negli anni successivi, dando prova di aver adottato, dunque, misure strutturali che evitino il riformarsi dei debiti e non soltanto misure contingenti a sostegno di un mero piano di estinzione rateizzata dei debiti». Da Palazzo Rosso difficile avere dichiarazioni ufficiali se non quella del primo cittadino Gianfranco Cuttica di Revigliasco, che assicura: «Entro le date fissate riusciremo a concludere tutta la vicenda positivamente». Punto. In realtà quello che si sa è che il notaio, di Roma (e la distanza è un'ulteriore difficoltà), che doveva chiudere con gli atti la trattativa tra la società acquirente delle farmacie e il Comune stesso ha chiesto altri documenti e che li ha chiesti questa settimana. Perché così tardi? Non si sa. Mancherebbe anche la pronuncia delle varie autorità di controllo, come l'Anac. Tutto doveva essere concluso entro il 31 dicembre ma così non è stato, la scadenza è stata prorogata al 31 marzo, cosa è successo non si riesce a sapere da fonti ufficiali. Si sapeva che la data ultima possibile sarebbe stata il 30 e il 31 marzo, anche in questo caso non ci sono scadenze di bilancio. «L'approvazione del consuntivo e del preventivo sono state spostate a fine aprile» dice Emanuele Locci, presidente del Consiglio comunale. C'è però un'altra vicenda di cui tenere conto, le due società una di proprietà e una di gestione delle farmacie comunali per potere avere in carico le farmacie stesse devono essere un solo attore: gestione e proprietà possono essere divisi solo se uno dei due è un ente pubblico. Il tempo di costituire una società unica forse non è dei più rapidi, ma anche qui come mai questi ritardi? Ieri in mattinata la notizia della scadenza del 31 marzo aveva messo parecchia agitazione in piazza della Libertà 1, poi la proroga - come spesso accade - della discussione dei due bilanci ha portato un respiro di sollievo, sperando che basti un mese e mezzo a risolvere il pasticcio delle farmacie. Rimane la domanda delle domande: il 13 ottobre scadeva il bando di acquisizione, c'è stata l'aggiudicazione e a distanza di cinque mesi i soldi in cassa non ci sono ancora. - © RIPRODUZIONE RISERVATA
75 mln Il disavanzo al quale il Comune di Alessandria deve far fronte negli anni 20% La quota della società Farmal rimasta al Comune e ceduta con le licenze 60 Gli anni dell'affidamento della gestione delle farmacie alla Farmal nel 2008 80% La quota della società Farmal già di proprietà del Gruppo Provera, che ha vinto il bando 6 Le farmacie comunali che Palazzo Rosso ha messo sul mercato nel 2008

Foto: L'orologio di Palazzo Rosso visto dall'interno