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07/09/2021

Il pasticcio dei paesi solo in parte montani ed esclusi da incentivi

La Stampa - GIAMPIERO CARBONE

SPAZIO PLUS / LA POLEMICA
P. 44 La Regione ha pubblicato, come annunciato, il bando per incentivare le residenze nei paesi montani ma c'è chi contesta i criteri. Anche in provincia di Alessandria sono numerosi i Comuni inseriti nel bando, precisamente 48, gli stessi che un temo facevano parte delle Comunità montane, seppure suddivisi in tre fasce a seconda dei criteri stabiliti dal bando. In Italia i Comuni montani sono circa 3.800, in Piemonte sono 490 ma nel bando ne sono stati inseriti, a livello regionale, 465, con una scrematura che sul territorio provinciale non c'è stata. Le famiglie potranno ottenere incentivi economici anche per Comuni come Vignole Borbera e Stazzano, già inseriti nelle Comunità montane ma con una situazione economica e di servizi ben diversa, per esempio, da Carrega Ligure o Fraconalto, con caratteristiche molto più montane proprio in riferimento allo spopolamento che il bando vuole combattere. Spopolamento che colpisce però anche realtà collinari, come Parodi Ligure, in Val Lemme, dove c'è un decremento notevole, oppure nella vicina San Cristoforo, dove si passati da 624 abitanti del 2015 a 567 di due anni fa. Nei Colli Tortonesi, Sant'Agata Fossili ha visto scendere la popolazione residente da 467 abitanti a 382 nello stesso periodo. Borgo San Martino, nel Casalese, da 1.480 è sceso a 1.363. Ancora, Berzano di Tortona, nel Tortonese, ha perso venti abitanti in circa dieci anni: da 171 a 155 tra il 2011 al 2019. Come ricordano dalla Regione, si potranno presentare domanda per andare ad abitare, per esempio, a Carrosio o a Carrega Ligure, realtà ben diverse, con la prima dotata di scuola, poste e una grossa azienda, e la seconda praticamente desertificata. Lo potranno fare «i nati dal 1955 e, per fare in modo che aderiscano soprattutto i giovani, chi ènato dopo il 1980 riceverà un punteggio più alto». Il bando premia comunque i Comuni ad alta marginalità, l'attività lavorativa esercitata nel paese montano oppure in smart-working per almeno al 50% nell'abitazione per la quale si chiede il finanziamento. Non solo: premia anche un Isee uguale o inferiore a 20 mila euro, almeno un figlio di età uguale o inferiore a 10 anni che avrà residenza e dimora abituale nell'immobile acquistato. Il bando, che scade il 15 dicembre, concede punti in più anche «per recuperi realizzati con soluzioni architettoniche e paesaggistiche previste dalla Regione Piemonte, per l'utilizzo dei materiali tipici del paesaggio alpino piemontese, se l'incarico dei lavori viene dato ad imprese con sede in un Comune montano piemontese». Per beneficiare dei contributi occorre essere titolari del diritto di proprietà, oppure impegnarsi ad acquisire un diritto di proprietà, di un'unità immobiliare a uso residenziale censita catastalmente nel territorio dei 465 Comuni interessati e trasferirvi la propria residenza e dimora abituale per dieci anni. L'Uncem, l'Unione dei Comuni montani, ha sostenuto il bando regionale poiché è ritenuto un importante segnale di interesse per la montagna, basato su una legge dello Stato del 1994 che prevede per l'appunto un sostegno per va ad abitare nei Comuni montani. Il presidente dell'Uncem, Marco Bussone, dice di aver ricevuto molte segnalazioni dai sindaci dei Comuni esclusi ma ricorda che per inserire i 465 Comuni «la Regione non ha preso in considerazione solo il criterio della montanità ma si è affidata a criteri scientifici. Non è stata adottata la legge del 1952 frutto del lavoro di Uncem e Istat e poi rivista nel 1971. Quella della Regione è stata una scelta oculata e oggettiva. Obbiettivamente era difficile allargare di più». -

Foto: GAMCAR