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04/07/2020

Il Papa commissaria la Fabbrica di San Pietro

Il Sole 24 Ore - Carlo Marroni

FINANZE VATICANE
La mossa dopo l'indagine sugli appalti irregolari per la Cupola della Basilica
CITTA' DEL VATICANO

Scoppia un nuovo bubbone economico dentro il Vaticano. Il Papa commissaria la Fabbrica di San Pietro a seguito di un'indagine penale avviata dalla magistratura pontificia sull'ente cui è affidata la gestione della basilica più grande al mondo e delle aree circostanti, uno dei maggiori centri di spesa dello stato. Dalle verifiche sarebbero emerse presunte irregolarità negli appalti, e in particolare su quelli relativi al restauro in corso della Cupola della Basilica. Il Papa ha nominato commissario straordinario il nunzio apostolico Mario Giordana, 78 anni, diplomatico in pensione che già aveva indagato sulle pratiche amministrative del Coro della Cappella Sistina, «affidandogli l'incarico di aggiornare gli Statuti, fare chiarezza sull'amministrazione e riorganizzare gli uffici amministrativo e tecnico della Fabbrica. In questo delicato compito il Commissario sarà coadiuvato da una commissione». La Fabbrica è presieduta dal cardinale Angelo Comastri, Arciprete della Basilica (nominato da Giovanni Paolo II e tuttora in carica a 76 anni) e nell'organigramma figura il vescovo Vittorio Lanzani come delegato, quindi la massima carica "operativa", e poi un gruppo di laici nelle strutture tecniche e amministrative.

La decisione è stata assunta a seguito della recente promulgazione del Motu Proprio "Sulla trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano", il nuovo codice degli appalti la cui attuazione è affidata all'Apsa e alla Segreteria dell'Economia. Sul lato giudiziario è stato spiegato, per ora, che la scelta «segue anche una segnalazione proveniente dagli uffici del Revisore Generale, che ha portato, questa mattina, all'acquisizione di documenti e apparati elettronici presso gli uffici tecnico e amministrativo della Fabbrica di San Pietro. Quest'ultima operazione è stata autorizzata con decreto del Promotore di Giustizia del Tribunale, Gian Piero Milano, e dell'Aggiunto, Alessandro Diddi, previa informativa alla Segreteria di Stato». In particolare - a quanto appreso - ad essere sequestrati sarebbero i pc del responsabile amministrativo Claudio Del Cavaliere e quello tecnico, Luca Virgilio. Il Revisore - ufficio diretto ad interim da Alessandro Cassinis Righini, che già un anno fa presentò con lo Ior la denuncia del dossier "Sloane Avenue" - avrebbe riscontrato irregolarità negli appalti (anche nel tetto degli affidamenti, indicato in 4 milioni) e agito anche in vista di nuovi appalti. La Fabbrica di San Pietro, nata nel 1506 per decisione di Giulio II, occupa una centinaio di persone (quelli che agiscono dentro la basilica sono chiamati "Sanpietrini") e ha una struttura giuridico-canonica molto complessa, visto che le competenze sono suddivise tra la Fabbrica e il Capitolo, il collegio dei monsignori che ha a sua volta un proprio patrimonio, compresa una proprietà agricola (Tenuta dell'Aquafredda), gestita dall'Apsa, il dicastero competente per il patrimonio immobiliare. Secondo la costituzione Pastor Bonus la Fabbrica si occupa di tutto quanto necessario sia per la disciplina interna degli spazi e il flusso dei pellegrini, sia per il restauro e il decoro dell'edificio. Un lavoro che non termina mai, e infatti "fabbrica di San Pietro" è diventato sinonimo di un'attività infinita. Recentemente il Vaticano ha aperto gli archivi agli studiosi: fra i documenti catalogati vi sono migliaia di note, progetti, contratti, ricevute, corrispondenze (ad esempio fra Michelangelo e la Curia), che costituiscono una documentazione molto particolare sulla quotidianità degli artisti coinvolti.

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