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09/05/2020

Il paese può ripartire cambiando la giustizia

ItaliaOggi - CARLO VALENTINI

L'ANALISI
Per renderla più snella ed effi cace
La stessa, e n n e s i m a promessa è arrivata pure dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte: semplificheremo le procedure e taglieremo la burocrazia. Ma l'annuncio si tradurrà in uno dei soliti buffetti, senza che nulla cambi, poiché manca un disegno complessivo, in mancanza del quale anche un coriaceo combattente come il leghista Roberto Calderoli, che si cimentò perfino in un plateale falò delle leggi presunte inutili, alla fine dovette arrendersi assieme al governo di cui faceva parte. Il fatto è che per comodità si costruisce il totem del burocrate impegnato a rendere sadicamente complicata la vita alle persone, arrivando a proporre l'autoperpetuazione della specie: il burocrate crea il labirinto e per uscirne si ritorna da lui che ne compone un altro. Si tratta di una lettura che non corrisponde del tutto alla realtà. Infatti gli adempimenti burocratici sono spesso invocati e voluti dai politici in funzione anti-corruzione. Un caso esemplare è il nuovo codice degli appalti, un ginepraio realizzato per mettere un argine all'illegalità ma che sta bloccando la costruzione delle infrastrutture. Colpa dei burocrati? In realtà il mal funzionamento della giustizia, con processi interminabili e senza certezza della pena, alletta chi è alla ricerca di guadagni disonesti e questa mancanza di un freno giudiziario al malaffare induce i politici onesti e i loro tecnici-burocrati a formulare norme garantiste che poi si rivelano quasi impraticabili per gli onesti. In pratica il buco nero della giustizia fa oscillare il pendolo tra il campo libero ai profi ttatori e un muro burocratico invalicabile anche dalle imprese serie. Un Paese moderno, e che nel caso dell'Italia ha bisogno di ripartire in fretta, deve poter agire con regole agili e alle quali adempiere con facilità. Questo presuppone però che vi sia un sistema giudiziario effi ciente, al pari degli altri Paesi. La sburocratizzazione incomincia da qui, da tempi e pene certi, antidoto verso i profi ttatori. Del resto in varie occasioni l'inaffi dabilità della giustizia è stata indicata pure dagli operatori stranieri come una remora ad investire nel nostro Paese. La recente scarcerazione di centinaia di detenuti in seguito al Covid-19 non è che la ciliegina sulla torta di una giustizia che fi nora nessuno ha avuto la forza di riformare così come le scrivanie del ministero sono colme di piani, intonsi, per le carceri. Per ripartire senza burocrazia bisogna ripartire con una nuova giustizia. © Riproduzione riservata