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30/09/2019

Il nuovo governo restituisca slancio a economia e imprese

Gazzetta di Mantova - Lorenzo Capelli*presidente di Confartigianato Imprese Mantova

Come Confartigianato guardiamo ad ogni governo senza pregiudiziali politiche, per questo dal nuovo esecutivo ci aspettiamo un serio un programma finalizzato a restituire fiducia e slancio all'iniziativa economica e a porre l'artigianato e le piccole imprese al centro delle strategie di sviluppo del Paese. Il primo passo sarà con la legge di Bilancio, che dovrà puntare su investimenti in infrastrutture materiali e immateriali e a un'equa riduzione del carico fiscale, incentivando il lavoro, diminuendone i costi e rilanciando l'impresa 4.0. Se ribadiamo la piena disponibilità a collaborare auspicando un proficuo confronto per valorizzare le volontà degli imprenditori di creare occupazione, sviluppo e innovazione, dall'altra ribadiamo che le nostre richieste restano quelle che abbiamo avanzato in questi anni. Chiediamo cioè più incentivi per le assunzioni, più investimenti sia in campo privato che nelle infrastrutture pubbliche, meno burocrazia, più aiuti a chi investe in energie rinnovabili, la riforma del sistema scolastico per colmare il divario esistente tra domanda e offerta, valorizzando la formazione e l'alternanza scuola/lavoro.Quando parliamo di burocrazia ci riferiamo a adempimenti che tolgono tempo e sonno agli imprenditori, che costano e gravano sulla competitività. Guardiamo ad esempio agli Isa, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, che hanno sostituito gli studi di settore e stanno creando problemi agli imprenditori, per i quali chiediamo una messa a punto e un periodo di sperimentazione. Colgo l'occasione per chiedere al nuovo governo l'abolizione dall'articolo 10 del decreto Crescita, cioè dello "sconto in fattura" per gli interventi relativi all'eco-bonus e al sisma-bonus.Una misura che riversa l'importo delle detrazioni fiscali del cliente sulle fatture delle imprese che hanno realizzato i lavori di efficientamento energetico. Sconto che l'impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d'imposta da compensare in cinque anni. La misura è inevitabilmente destinata a impattare negativamente sull'intero "sistema casa", coinvolgendo non solamente le aziende edili, ma anche le imprese di impiantistica, del legno e dei serramenti. Bisogna proseguire nella semplificazione del Codice degli appalti per consentire un reale accesso anche alle piccole imprese, bisogna riaprire la borsa del credito, favorire l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro agevolando e incoraggiando l'apprendistato, riducendo i costi per le imprese e le tasse sul lavoro. Per questo ribadiamo il nostro no ad assistenzialismi di sorta, sì a politiche attive per il lavoro. Un Paese moderno non può accettare sacche di mutualità improduttiva e deve finirla di sopportare o addirittura premiare sperperi e inefficienze. Serve sostegno alle imprese di autotrasporto merci che continuano a lottare per resistere sui mercati. In questo senso oggi la sfida della competitività, della redditività e della dignità si vince puntando anche sulla sostenibilità ambientale e sulla riqualificazione delle imprese nella filiera logistica, incentivando il rinnovo del parco veicolare e favorendo la transizione ecologica del settore. Non dimentichiamo la nostra provincia, che ha bisogno di una forte scossa verso l'ammodernamento delle infrastrutture. Innanzitutto, va resa più rapida la riapertura del ponte di San Benedetto Po, quindi occorre passare dalle parole ai fatti sulla Cremona-Mantova, senza scordare il completamento della Poggio Rusco-Pegognaga e della Goitese. --presidente di Confartigianato Imprese Mantova