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09/01/2020

«Il nuovo anno? Da far tremare i polsi»

QN - La Nazione

GROSSETO 'L'anno vecchio è finito ormai, ma qualcosa ancora qui non va'. E già: per Confartigianato Grosseto il 2019 è stato un anno da dimenticare, ma quello appena iniziato non promette - almeno per ora - troppe buone notizie, anzi. Secondo Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato imprese Grosseto, la Maremma guarda al 2020 con preoccupazione. «Ci aspetta una legge di bilancio emanata principalmente per sterilizzare le clausole di salvaguardia dell'Iva - comincia Ciani - con la conseguenza che poco viene fatto sotto il profilo della crescita e degli investimenti. Se il Governo è riuscito ad evitare l'aumento di oltre 23 miliardi d'Iva, la situazione per le piccole imprese è tutt'altro che positiva dato che ancora il prelievo fiscale, sotto voci diverse, rimane uno tra i più alti d'Europa». «Sempre in materia fiscale - prosegue Ciani - manca la tanto auspicata semplificazione degli adempimenti, oggi più che mai più necessarie in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi e, più in generale, del crescente utilizzo delle tecnologie digitali». L'inizio del nuovo anno, comunque, dovrebbe rappresentare un momento di riflessione secondo il segretario generale di Confartigianato. «Dovremmo pensare - dice Ciani - sul nostro modello di sviluppo e su quali interventi operare. Bisogna comprendere e partire da una progettualità che passi da una maggiore interconnessione tra settori primari come quello dell'agricoltura e del turismo ai quali si deve affiancare l'artigianato, il settore delle costruzioni e un nuovo modello di manifattura. Anche le istituzioni devono dunque favorire lo sviluppo di un connubio tra turismo, agricoltura, artigianato e servizi non solo favorendo progetti che vadano in questa direzione ma anche incentivando percorsi di innovazione e ricerca, sostenendo le molte ed interessanti proposte di 'green economy innovation'». «In questo modo - prosegue Ciani - i tre comparti, strategici per il nostro territorio, possano diventare ancor di più 'pilastri' su cui far ruotare il sistema economico nelle sue varie declinazioni: valorizzando il paesaggio, le produzioni e le migliaia di piccole imprese che ci caratterizzano e che possono essere le ambasciatrici di quel Brand Maremma apprezzato in tutto il mondo». I nodi da sciogliere sono ancora molti. Nell'edilizia, secondo Confartigianato sarebbe ora di passare«dalle promesse ai fatti». «Serve una semplificazione e un chiarimento sul nuovo Codice degli appalti pubblici - ribadisce Ciani - e le agevolazioni per riconvertire il patrimonio edilizio esistente, inoltre strategico è il capitolo della leva fiscale che è necessaria per incentivare questi processi. Riguardo alle infrastrutture non è più pensabile vivere e lavorare in un territorio carente di collegamenti fisici e telematici primari. E' urgente investire su questo capitolo coprendo i gap esistenti che frenano il rilancio territoriale, ma anche investendo in infrastrutture e in opere pubbliche per garantire sicurezza e prevenire i danni da frane e alluvioni. Altra questione spinosa per la Maremma è la difficoltà dei collegamenti con i centri nevralgici toscani e non solo. Manca un sistema viario su ruota che garantisca affidabilità; sono in calo i treni che si fermano nel capoluogo maremmano; non è ancora stata risolta completamente la questione 'aeroporto civile', snodo fondamentale per incentivare l'accesso al nostro territorio». Andrea Fabbri © RIPRODUZIONE RISERVATA