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30/11/2018

Il mondo coop striglia Roma «Il governo? Crei lavoro»

Corriere di Bologna

Primo piano Economia e infrastrutture
Lusetti: il reddito di cittadinanza deve servire a questo. Al via la Biennale cooperativa I numeri Le coop hanno 12 milioni di associati che valgono l'8% della ricchezza nazionale
Il lavoro, prima di tutto, «la nostra ossessione», la necessità «di creare nuovi posti di lavoro», ribadisce il presidente n a z i o n a l e d i L e g a c o o p Mauro Lusetti. Tanto che una delle proposte avanzate al ministro Di Maio in sede di audizione per la manovra (e rimaste senza riscontro) è quella di «utilizzare parte delle risorse destinate al reddito di cittadinanza per la creazione di impresa». Di lavoro, sviluppo e diritti si parlerà approfonditamente oggi (a partire dalle 15) e domani nella tappa bolognese della Biennale della Cooperazione a Palazzo Re Enzo promossa dall'Alleanza delle Cooperative Italiane (Confcooperative, Legacoop e Agci). Intanto, i vertici delle associazioni lanciano il primo monito all'esecutivo gialloverde. L'atteggiamento è di «dialogo», di volontà di collaborazione - «siamo disponibili a offrire la nostra esperienza» - ribadiscono. Puntualizzano anche il loro peso economico: 12 milioni di associati che equivalgono all'8% del Pil nazionale. Ma il messaggio è chiaro: «Noi siamo per privilegiare tutte le misure che creano lavoro - insiste Lusetti -Sosterremo tutte le iniziative che questo governo vorrà intraprendere per rilanciare una politia di investimenti, oggi ferma, anche a causa del nuovo Codice degli appalti che l'ha bloccata. Per adesso, però, di queste iniziative ne vediamo poche. Le scelte vanno in una direzione diversa». Il riferimento è, in particolare, al reddito di cittadinanza: «Non siamo contrari a priori,visto che nel Paese è aumentato il numero dei poveri - puntualizza il numero uno di Legacoop - Ma non è la soluzione. Dentro la legge di stabilità si punta alla redistribuzione di risorse, ma certo non basta. È il lavoro a dare dignità». In un ottica di crescita e moltiplicazione di opportunità, dunque, ribadisce Lusetti, «noi intendiamo interloquire, in modo che almeno una parte delle importanti risorse destinate al reddito di cittadinanza, sia utilizzato per la fondazione di imprese. Noi ci mettiamo a disposizione per aiutare a realizzare nuove imprese cooperative». L'esperienza che metterebbero sul piatto è quella che negli anni ha portato le coop a sostenere azioni di workers buyout (ovvero l'acquisto da parte dei lavoratori di aziende in fallimento), coadiuvare la nascita di startup e promuovere cooperative di comunità anche in situazioni marginali. «Finora - chiude Lusetti - non abbiamo ottenuto risposta, ma speriamo ne tengano conto durante il percorso». Come strumento operativo viene citata e suggerita anche la legge Marcora, di cui spesso si servono le coop, che permette finanziamenti agevolati alle attività con finalità sociali. Nel corso degli incontri tra imprese, economisti e storici ospiti della Biennale si cercherà, ancora, di fornire una visione di futuro all'universo del lavoro e delle persone che lo compongono. «Cambiare l'Italia cooperando» è infatti il titolo della manifestazione itinerante che, partita da Bari, dopo Bologna toccherà Milano (concentrandosi sulle sfide dell'innovazione), per terminare con gli stati generali a Roma a fine anno. «Vogliamo dare una risposta a tutto quello che ci circonda e oggi ci disorienta - interviene Massimo Mota dell'Alleanza delle Cooperative di Bologna - Abbiamo bisogno di cambiare l'Italia e forse anche l'Europa attraverso la cooperazione. Assistiamo a un sentimento di disagio profondo, ma è proprio da qui, dalle fragilità, che traiamo la nostra forza e la ragione di esistere». Lo ribadisce sotto le Due Torri «dove la cooperazione è di casa», nata 30 anni fa con l'intento di salvaguardare l'occupazione e il diritto dei lavoratori. A Palazzo Re Enzo, dunque, si cercherà di - per usare le parole del presidente dell'Alleanza Maurizio Gardini - «tracciare una proposta che sia utile all'Italia per coltivare un domani inclusivo e giusto, e lo faremo a partire dai 5 pilastri del nostro Manifesto della cooperazione: lavoro, sostenibilità, innovazione, welfare e legalità». Tra gli ospiti, gli economisti Lucrezia, Reichlin, Daniel Gros e Jacques Attali, l'ex vicepresidente della World Bank François Bourguignon, lo storico Marc Lazar, Diego Ciulli di Google Italia e Nando Dalla Chiesa. Il via con un reading di Isabella Ragonese, seguito dai saluti del sindaco Virginio Merola e dell'arcivescovo Matteo Zuppi, il dialogo con i vertici di Alleanza Cooperative e la presentazione di 5 imprese innovative. Alle 16.30 Reichlin e Gros. Previsto anche l'intervento del fotografo Steve Mc Curry di cui si inaugura la mostra. Programma completo su www.biennale.coop. Luciana Cavina luciana.cavina@rcs.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

L'evento

● Apre oggi i battenti l'edizione 2018 della Biennale della cooperazione, una due giorni di dibattiti, incontri e appuntamenti culturali che si dipanerà nel cuore di Bologna, tra Palazzo Re Enzo e Palazzo d'Accursio (con la mostra fotografica di McCurry) ● Si comincia questo pomeriggio alle 15 con il reading di apertura dell'attrice Isabella ragonese, cui seguiranno i saluti del sindaco Merola e del vescovo Zuppi Chiuderà i lavori domani Maurizio Gardini, presidente Alleanza delle Cooperative Italiane

Foto: Insieme Il ministro e vicepremier Luigi Di Maio con il numero uno di Legacoop nazionale Mauro Lusetti

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