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02/07/2021

Il ministero «aiuta» le imprese in arrivo 33 milioni al Consorzio

Corriere del Veneto - ( g. b. )

Mose
Alle ditte il 70 per cento del credito. Fallimento, slitta l'udienza sindacati Garanzie sui salari dei lavoratori. Roma ci illustri i tempi dei lavori dell'opera
Trentatré milioni di euro per pagare le ditte del Mose e un mese di tempo in più per le trattative, con la richiesta di far slittare l'udienza del fallimento del Consorzio Venezia Nuova dal 20 luglio allo stesso giorno del mese successivo. Roma si è mossa e, dopo un vertice tra il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, il provveditore Cinzia Zincone e il commissario del Consorzio Massimo Miani, a Palazzo dei Dieci Savi è stato raggiunto un accordo che, sperano tutti, risolva lo stallo dei pagamenti alle aziende. Sono cioè in arrivo 33 milioni di euro per le imprese che hanno lavorato al Mose. Va dunque in pensione l'ipotesi - rispedita in realtà al mittente - di liquidarle del solo 30 per cento del dovuto. La proposta, di cui con le ditte si entrerà ne dettaglio nelle prossime settimane, prevede comunque che qualcosa del dovuto vada perso. I cosiddetti «creditori privilegiati» riceveranno il 100 per cento (la legge degli appalti pubblici, ad esempio, lo prevede per gli impiantisti), l'80 andrà a chi ha vinto una gara di appalto mentre le ditte del Consorzio, ossia quelle che hanno lavorato in regime di monopolio e che sono la maggioranza, dovranno accontentarsi del 70, che è pur sempre più del doppio della proposta iniziale. Inoltre, sempre queste ditte continueranno a lavorare al completamento del Mose, previsto per fine 2022. «È ancora tutto in movimento, va approfondita questa novità - dice Giovanni Salmistrari, presidente di Ance Veneto - Posso solo dire, al momento, che le aziende si aspetterebbero un segnale concreto viste le serie difficoltà in cui versano». Il piano di rientro ipotizzato, in realtà, prevede «un segnale concreto»: entro un anno dall'omologazione da parte del tribunale degli accordi verrebbe versato tutto il dovuto e, subito, entro un mese arriverebbe una prima tranche pari al 30 per cento. Al raggiungimento dell'intesa tra Cvn e Provveditorato è stata inviata una lettera ai creditori con la promessa che eventuali altre risorse saranno messe a disposizione». Nelle ditte in crisi per i pagamenti mancati, lavorano decine di persone e, martedì, in prefettura si è tenuto anche un incontro con i sindacati per affrontare la loro situazione. «Abbiamo chiesto che si crei un tavolo di confronto costante sulla situazione del Mose - dicono Ugo Agiollo (Cgil), Paolo Bizzotto (Cisl) e Igor Bonatesta (Uil) - e che ci siano certezze sul pagamento degli stipendi per tutti i lavoratori interessati». Da Zincone e dal prefetto Vittorio Zappalorto sarebbero arrivate «garanzie sul fatto che non vi sono situazioni che facciano prevedere ulteriori ritardi nei pagamenti dei salari». Il tavolo si aggiornerà dopo l'udienza in tribunale. «Abbiamo chiesto al prefetto di sostenere la nostra richiesta di incontro con i Ministeri sui tempi di conclusione del Mose e di avvio dell'Autorità per la Laguna».