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29/05/2021

Il messaggio del governo alla sinistra

La Stampa - MARCELLO SORGI

IL TACCUINO
Il pendolo, stavolta, sembra andare dalla parte di sindacati e Pd. Molto dipende dal faccia a faccia tra il premier e i segretari delle organizzazioni sindacali pronti allo sciopero. Ma dopo aver scartato senza mezzi termini la proposta di Letta per una patrimoniale mirata a costituire un fondo per aiutare i giovani diciottenni, e dopo esser intervenuto in dissenso con il ministro del Lavoro Orlando per fermare un ennesimo blocco dei licenziamenti, ciò che ha motivato l'accusa dei sindacati al governo di «essersi piegato alla Confindustria», Draghi vuole ricostruire un clima di comprensione con la sinistra della sua maggioranza e soprattutto con il leader della Cgil Landini che preme sul Pd, per far sì che il tema delle semplificazioni, che approda in consiglio dei ministri, possa essere affrontato in modo da consentire il varo del decreto corrispondente senza grandi contestazioni. Parlare di semplificazioni vuol dire occuparsi del problema delicato degli appalti, e soprattutto dei subappalti, che dovrebbero essere riformati con l'obiettivo di una più veloce realizzazione delle opere pubbliche contenute nel Pnnr. Si sa: le costruzioni, quando marciano, sono il settore che consente il più rapido riavvio della ripresa economica. Di qui la richiesta di Salvini, che dà voce a una parte degli imprenditori, di cancellare il codice degli appalti e liberalizzare il più possibile i subappalti, senza andare troppo per il sottile su possibili infiltrazioni da parte di imprese mafiose e di impiego dei lavoratori al di fuori delle condizioni di sicurezza previste dai contratti nazionali. Un'impostazione inaccettabile e contestata non solo dalla sinistra e dalle organizzazioni antimafia, in occasione delle manifestazioni per l'anniversario della strage di Capaci. Ma appunto anche dai sindacati, che temono per la salute dei lavoratori. A ciò si è aggiunta una presa di posizione del presidente dell'Autorità anticorruzione Busia, che ha confermato il rischio di inquinamento dei subappalti. La soluzione ovviamente va cercata all'interno dell'attuale normativa, contemperando il "no" a Salvini (questa volta tocca a lui) con l'esigenza di accelerare la realizzazione delle opere in mano al ministro Giovannini. Un altro compromesso complicato da trovare per Draghi. -