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01/06/2021

Il massimo ribasso non piace

ItaliaOggi - DOMENICO CACOPARDO

Al sistema quantitativo (basato sulle cifre) si vuol sostituire quello opinabile delle parole
Lo snellimento consiste nello scegliere un metodo permeabile
L'incontro, quindi, che si è realizzato dopo una raffica di critiche provenienti da tutti i settori, nei confronti della reintroduzione come metodo preferenziale per gli appalti del massimo ribasso, si è realizzato sul rifiuto di questo metodo e su un'intesa non ancora chiara nella quale sembra emergere come criterio preferenziale quello dell'offerta più conveniente sotto il profilo economico e tecnico. Così, come si voleva dimostrare, l'incontro si realizza intorno all'affi damento delle opere in programma con il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) mediante un metodo nel quale è compreso una valutazione qualitativa. Non un numero, ma il misto di un numero e di giudizio. «A pensar male si può far peccato, ma non si sbaglia mai», mi diceva padre Pagano, il gesuita che mi seguì durante l'adolescenza. Non è un caso che si trova il compromesso su questo terreno. Un compromesso che potrebbe accontentare tutti a scapito degli interessi degli italiani. Infatti, là dove non si ricorre alla matematica che non è opinabile, si entra in un territorio quello dei giudizi tecnico-qualitativi nel quale si può sbizzarrire la fantasia di tutti coloro che intendono pilotare le gare in direzioni coerenti con la pubblica utilità, ma anche, talora o spesso, con la privata utilità. Poiché «l'occasione fa l'uomo ladro», come recita un antico detto, qui ogni opera è un'occasione e ci vorrebbe una schiera di santi con competenze tecniche perché non si ceda agli interessi privati che potrebbero spingere in una direzione piuttosto che un'altra. E c'è poi da mettere in bilancio l'interesse politico dei partiti e dei loro rappresentanti che potrebbe, anch'esso, spingere in una direzione piuttosto che un'altra. Intendiamoci, non è che con il codice degli appalti targato Graziano Delrio, l'illecita possibilità non si possa realizzare. Tutto, il bene e il male sono entrambi possibili perché il coacervo di giudizi di qualità comporta che ognuno di essi può essere pilotato e sviato. Ma il sistema Delrio rende necessario un accordo criminale tra tanti, troppi soggetti, un numero tale da far considerare marginale il relativo rischio. Certo, ho sempre sostenuto che il metodo del massimo ribasso è il preferenziale, quello assolutamente non truccabile. Lo spiego: il comune di Roma vuole appaltare la costruzione di un nuovo stadio e dispone del progetto defi nitivo. Pubblica, quindi, l'avviso che il giorno tale si svolgerà la licitazione privata (cioè riservata a chi partecipa) per l'appalto. Chiunque sia interessato può presentare domanda per essere invitato.A meno di specifi ci impedimenti (di ordine penale o commerciale) tutti i richiedenti vengono invitati a presentare un'offerta al ribasso accompagnata da una significativa cauzione bancaria provvisoria. Questa metodica impedirebbe ogni intesa sull'elenco dei concorrenti. Già, il mondo dei pubblici appalti era uso controllare (con l'aiuto di qualche raro funzionario infedele) l'elenco degli invitati, in modo che gli appalti di un certo genere finissero tutti in mani amiche, in quanto gli elenchi delle imprese invitate comprendevano tutti aziende amiche tra di loro. Qui, tra parentesi, vorrei ricordare come il controllo degli elenchi degli invitati possa funzionare addirittura meglio: le ipotesi di medie delle offerte su cui stabilire la migliore offerta è un modo raffi nato (si fa per dire) per permettere alle aziende in pool di controllare un appalto controllando la lista degli invitati. Lo voglio dire con chiarezza: il metodo di affi damento è il punto cruciale del problema appalti e la sua defi nizione è avvenuta sempre in passato dopo un'intesa tra mondo dei costruttori, segretari amministrativi dei partiti e infl uenti parlamentari. Questa affermazione è sempre corsa nei tam-tam ministeriali e non è, ovviamente, possibile fornire una prova fonica o testimoniale dell'immorale e illecita intesa. Ma nessuno mai (forse esclusi i tempi di DelrioCantone) ha consentito l'ingresso nel sistema di una norma realmente garantista, che impedisca ogni trucco o che renda impossibile che un interesse privato prevalga sull'interesse pubblico. Perciò, occhio. Lo schieramento anti-massimo ribasso è uno schieramento sul quale si deve rifl ettere e molto. Le carte ora passeranno in varie mani, su alcune delle quali potrei giurare. Su altre, ovviamente, no. Prevale oggi la necessità di mettere in marcia il complesso di opere individuato dal Pnrr. Finché al governo ci saranno Draghi, Vittorio Colao, Daniele Franco, Enrico Giovannini e pochi altri, crederò nella buona fede e nella pulizia delle stazioni appaltanti che fanno capo a loro. Il futuro ulteriore e tutto il resto saranno nelle mani degli dei dell'antica Grecia: Dike (giustizia) e Nemesi (vendetta). Di Nemesi avremo bisogno, giacché eventuali distrazioni amministrative grideranno vendetta, severa vendetta! www.cacopardo.it © Riproduzione riservata Non è un caso che si trova il compromesso su questo terreno. Un compromesso che potrebbe accontentare tutti, a scapito però degli interessi degli italiani. Infatti, là dove non si ricorre alla matematica che non è opinabile, si entra in un territorio, quello dei giudizi tecnico-qualitativi, nel quale si può sbizzarrire la fantasia di tutti coloro che intendono pilotare le gare in direzioni coerenti con la pubblica utilità, ma anche, talora o spesso, con la privata utilità Il metodo di affi damento è il punto cruciale del problema appalti e la sua defi nizione è avvenuta sempre, in passato, dopo un'intesa tra mondo dei costruttori, segretari amministrativi dei partiti e infl uenti parlamentari. Questa affermazione è sempre corsa nei tam-tam ministeriali e non è, ovviamente, possibile fornire una prova fonica o testimoniale dell'immorale e illecita intesa. Ma ci sono molti indizi che la fanno apparire come molto probabile