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08/09/2020

Il Marconi chiude per dieci giorni al via il super cantiere per rifare la pista

La Repubblica - Marco Bettazzi

I Lavori da venerdì 11
● alle pagine 8 e 9 Dieci giorni di stop, quasi 11 milioni di investimenti, 200 persone al lavoro. Sono i numeri del maxi-cantiere che terrà fermo l'aeroporto di Bologna dall'11 al 21 settembre, per una serie di lavori di manutenzione alla pista necessari e programmati da tempo. Nessun volo potrà dunque atterrare o decollare sulla città in questo periodo, le compagnie sono state avvisate per tempo e hanno già deciso se cancellare o spostare su altri scali i voli.
Si tratta di interventi che vanno effettuati ogni 15-20 anni e che consentono di rimettere a nuovo il manto della pista e gli impianti, così com'era successo per l'ultima volta nel 2004. I lavori erano stati inizialmente programmati dal 16 al 21 settembre, ma a causa delle norme anti-Covid sono stati spalmati su un periodo più lungo, cosa che tra l'altro consentirà di non ripetere la chiusura già fissata prima dell'epidemia per il 2022, per una terza tranche di lavori, in modo da evitare disagi maggiori quando il traffico avrà (si spera) ripreso il suo normale andamento. Una prima parte di lavori legati a questo intervento è infatti già stata fatta nel 2018: allora è stato interessato un chilometro di pista, mentre quest'anno sarà il doppio.
I lavori, spiega il direttore delle operazioni aeroportuali Paolo Sgroppo, consentiranno di rifare tutti gli strati della pista, sostituire tutti gli impianti visivi luminosi, lavorare sui raccordi e rinnovare le canalizzazioni per l'acqua, oltre naturalmente a rinfrescare le segnaletiche. «I lavori in realtà sono iniziati a luglio, perché per concentrare questi interventi in pochi giorni è necessaria una serie di attività propedeutiche per preparare la pista», spiega Sgroppo, ormai abituato a rispondere a una domanda che viene naturale, in questo periodo: perché non fare i lavori durante il lockdown, quando non ci sarebbero stati disagi? «Per una serie di motivi - spiega - Perché durante il lockdown non sarebbe stato possibile reperire tutto il materiale necessario e perché non era possibile gestire 200 persone in cantiere: le attività di vitto e alloggio erano chiuse e le norme sui cantieri sono arrivate dopo. E poi c'è una ragione temporale: la gara d'appalto si è conclusa tra Codogno e i primi casi gravi, non avremmo avuto il tempo di ragionarci così in fretta. Però in questo modo non dovremo chiudere anche nel 2022». Si tratta di lavori per 10,7 milioni di euro e la gara d'appalto è stata aggiudicata a una cordata d'imprese capitanata dalla Costruzioni generali infrastrutture di Catania e di cui fanno parte anche Frantoio Fondovalle di Montese e Sintexcal di Ferrara. In cantiere lavoreranno dunque circa 200 persone, organizzate su tre turni e 24 ore su 24, secondo una scaletta pianificata di fatto già due anni fa, non appena finiti i lavori del 2018, e aggiornata secondo le nuove norme anti-contagio. «Altri scali hanno scelto di fare tutti i lavori assieme chiudendo anche per due mesi, noi abbiamo deciso di spalmarli su più anni», continua Sgroppo.
Anche le compagnie aeree sono state avvisate per tempo, con almeno un anno di anticipo, e sono loro a decidere se cancellare i voli su Bologna in quel periodo (la scelta più gettonata) o spostarli su altri scali, eventualmente curando il trasferimento dei passeggeri. Difficile stimare quanti passeggeri andranno perduti per il cantiere: l'anno scorso in tutto settembre i passeggeri erano stati più di 895 mila ma l'epidemia ha tagliato drasticamente queste cifre, tanto che a luglio 2020 il Marconi ha "festeggiato" 228 mila passeggeri, in forte crescita rispetto ai 35mila di giugno, ma che segnano comunque un calo del 75% sullo stesso mese del 2019. Una volatilità che non consente di fare paragoni. ©RIPRODUZIONE RISERVATACoordinatore
Paolo Sgroppo È il direttore delle operazioni aeroportuali

Foto: kL'aeroporto I lavori del 2018: quest'anno sono all'opera più di 200 operai per un appalto da 10 milioni


Foto: iNel 2018 Operai e una colonna di camion al lavoro sulla pista del Marconi due anni fa: ora ci sarà un nuovo intervento, più efficace del primo