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27/05/2021

Il lavoro? Una “copertura” Sei arresti per il giro dei rottami

QN - Il Giorno

di Nicoletta Pisanu STRADELLA (Pavia) Carburante per uso personale comprato con le tessere aziendali; orario di lavoro sfruttato per farsi i fatti propri; compravendita illecita di materiali ferrosi depositati nelle isole ecologiche. Protagonisti tre dipendenti infedeli della multiservizi oltrepadana Broni-Stradella, che agivano con la complicità di tre imprenditori. Tutti e sei sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Voghera nell'ambito dell'operazione "Piazza pulita", scattata ieri mattina al termine di due anni di indagini, mentre altre quindici persone coinvolte nel'inchiesta sono state denunciate a piede libero. I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di peculato, truffa ai danni di ente pubblico, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, induzione a dare o ricevere utilità, gestione di rifiuti non autorizzata, furto e ricettazione. In carcere Salvatore Chianello, 59 anni, responsabile del servizio di coordinamento del personale impiegato nella raccolta rifiuti della Broni-Stradella, mentre sono ai domiciliari i suoi due collaboratori diretti, Giuseppe Giorgio, 45 anni, e Antonio Condello, 33 anni, così come gli imprenditori Valerio Garelfi, 49 anni, della Garelfi rottami di Gerenzago, Igor Andolfi, 43 anni, amministratore della ditta Recupero rottami e Giovanni Ballerini di 66 anni, titolare di ditta individuale. A fine 2018, alcune voci relative all'assenteismo di Chianello e dei suoi collaboratori hanno spinto le fiamme gialle a indagare. Chianello si sarebbe assentato in orario di servizio per faccende personali, come recarsi a casa sua e svolgere alcuni lavori di ristrutturazione, inducendo anche gli altri due colleghi a seguirlo, con la promessa di illeciti guadagni e la riconferma del posto di lavoro. I due dipendenti avrebbero inoltre giocato ai videopoker in alcuni bar della zona, sempre durante l'orario di lavoro e Chianello avrebbe usato le tessere carburante aziendali per fare il pieno alle sutomobilidi famiglia. Inoltre il gruppo si sarebbe appropriato di 150mila chili di rottami ferrosi presi dalle isole ecologiche della Broni-Stradella, per poi rivenderli secondo le accuse ad Andolfi, mentre avrebbero consentito a Ballerini di scegliere dall'isola i rottami più pregiati, che sarebbero poi stati venduti illegalmente a Garelfi per essere infine immessi sul mercato legale. Dalle indagini è emerso anche che il contratto con cui si affidava alle predette aziende il servizio di scelta e vendita dei rottami nell'isola ecologica sarebbe stato concluso in violazione del Codice degli appalti con la connivenza di due dirigenti della Broni-Stradella, che sono stati denunciati. © RIPRODUZIONE RISERVATA