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07/09/2018

Il governo si prende sette giorni per varare il “Salva Genova “

Il Secolo XIX

Il crollo del Morandi
MISURE SPECIALI: IL DECRETO Coinvolti tutti i ministeri, previste agevolazioni per le famiglie e le imprese. E verifiche sulla rete Polemica su Toninelli e le « pressioni » sulla trasparenza subite prima della nomina a ministro Alessandra Costante / GENOVA Ha gi à un nome: si chiamer à "Salva Genova " il decreto legge che dovrebbe essere varato la prossima settimana dal Consiglio dei ministri per la ricostruzione di Genova. Non solo del viadotto sulla A10 che crollando, il 14 agosto si è portato dietro la vita di 43 persone, ma anche del tessuto econonomico e sociale di una citt à e di una regione, strategiche per la logistica del Nord Italia e dell'Europa, messe a dura prova dall'interruzione. Conterr à le linee guida, le norme generali; poi nel dettaglio scenderanno i ministeri competenti (Mef, Mit, Mise principalmente) e Regione Liguria. E dopo qualche giorno burrascoso, tra la Liguria e gli esponenti del governo Conte pare tornato il sereno. Per mettere a punto i contenuti del decreto ieri ci sono stati fitti contatti tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giorgetti, il ministro Toninelli, il vice premier Di Maio, il capo della Protezione civile Borrelli e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che è anche il commissario per Di corsa ai limiti della "zona rossa " , sul Polcevera PAMBIANCHI l'emergenza. « Ho sentito parlare autorevoli esponenti del governo di giorni per il decreto per Genova: speriamo sia cos ì» ha detto il governatore che ieri ha presentato la sua relazione anche nella Conferenza delle Regioni e continua a sostenere la necessit à di tempi rapidi per la ricostruzione del ponte, evitando quindi l'empasse burocratico-legale di una eventuale revoca della concessione della A10 ad Autostrade per l'Italia, societ à che dovr à pagare la nuova infrastruttura. BANCA DATI E CONTROLLI Nel decreto "Salva Genova " finiranno una banca dati unica delle opere e dei relativi collaudi che diventeranno obbligatori per i concessionari; il rafforzamento della struttura di vigilanza del Mit per la quale Toninelli ha promesso l'assunzione di un pool di giovani ingegneri, un rafforzamento dell'autorit à dei trasporti e aiuti per i mutui delle famiglie e delle aziende attraverso una zona "no tax " che riguarderebbe anche gli obblighi fiscali. Ma ci sono altri capitoli che stanno a cuore alla Regione Liguria e al Comune di Genova che, a Genova, si sono incontrate per stendere una bozza dei passaggi legali irrinunciabili, primo fra tutti lo snellimento del codice degli appalti per consentire la necessaria rapidit à per l'affidamento del progetto e della ricostruzione del viadotto. Ancora ieri il commissario per l'emergenza, prima di entrare in Conferenza delle Regioni, aveva ribadito che serve una « deroga al codice degli appalti per la ricostruzione del ponte ma anche per accelerare i cantieri gi à in corso per tutta una serie di infrastrutture complementari che stiamo costruendo » . E per quanto riguarda gli aiuti alle imprese e alle famiglie, Genova e la Liguria insistono « che in un caso come questo certamente non possono essere circoscritti alla zona rossa e quindi le delimitazioni geografiche tipiche della protezione civile » . IL COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZIONE In Regione si aspettano che il commissario per la ricostruzione sia Toti. « Una scelta naturale per non duplicare i ruoli » , spiegano. E in questo senso andava anche la lettera mandata dal governatore al presidente del Consiglio. Toti, poi, avrebbe anche l'appoggio della Lega, del vice ministro dei Trasporti Edoardo Rixi, che è stato assessore regionale alle attivit à produttive, di Giorgetti e dello stesso Salvini. Ma il battibecco mediatico tra Toti e Di Maio nei giorni scorsi avrebbe lasciato il segno, cos ì come non facilita la scelta del M5S neppure i rapporti sempre tesi tra il governatore ligure e la portavoce regionale dei Cinquestelle, Alice Salvatore che ieri ha definito « inadeguato » il governatore come commissario per la ricostruzione. Per il momento non c'è nessun nome alternativo a quello di Toti, ma neppure conferme. Diventer à obbligatorio il collaudo per tutti i concessionari. Nuove assunzioni di ingegneri LA GAFFE DI TONINELLI L'ultima gaffe è targata Toninelli che, ieri, per spiegare le « pressioni » ricevute dal Mit per non pubblicare le concessioni ha tirato fuori lettere di Aiscat risalenti al gennaio e al marzo 2018. La reazione delle opposizioni è stata all'unisono, in campo anche Matteo Renzi: « Toninelli ha tirato fuori il documento di una mail inviata dalla societ à Aiscat, la societ à dei concessionari, a gennaio 2018, ma il ponte è crollato ad agosto. L'avvocato di Aiscat si chiama Giuseppe Conte, è l'avvocato dei concessionari non del popolo. E Toninelli è un bugiardo » . E Giorgio Mulè (Forza Italia) bolla Toninelli come « pavido e incapace: vada via » . -

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