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23/06/2020

«Il governo non ci escluda dai fondi» Al vertice il grido dei professionisti

Corriere della Sera - Andrea Ducci

STATI GENERALI
Il «peso» di 2,3 milioni di iscritti agli ordini sul tavolo dell'esecutivo: «Non siamo privilegiati» Il «manifesto» Consegnato al premier un manifesto degli ordini professionali per il rilancio del Paese
ROMA La sesta giornata degli Stati generali è dedicata agli ordini professionali. Durante i lavori il premier Giuseppe Conte come nei giorni precedenti ascolta e prende appunti, ma già dopo poco che gli interventi si susseguono è chiaro il malessere da parte dell'universo dei professionisti che da tempo lamenta un trattamento «peggiore» rispetto ad altri settori produttivi. Il paragone più immediato è con il mondo delle imprese, destinatario di misure, di risorse e di interventi ad hoc da parte della politica. L'emergenza Covid ha confermato questa dinamica e l'esclusione degli ordini professionali dai contributi a fondo perduto, previsti invece dal decreto Rilancio per i titolari di partita Iva che esercitano attività d'impresa e di lavoro autonomo, alimenta il disagio di un'intera categoria produttiva.

I numeri presentati ieri certificano, del resto, le difficoltà dei professionisti iscritti a un ordine o a un collegio: sono oltre 500 mila le domande presentate per ottenere il sussidio mensile di 600 euro per fare fronte agli effetti della crisi e del lockdown. «Una richiesta così elevata dimostra il fatto che non siamo privilegiati, ai quali non servono tutele», tengono a precisare i presidenti del Cup (Comitato unitario delle professioni) e della Rpt (Rete delle professioni tecniche) Marina Calderone e Armando Zambrano.


La giornata è, insomma, l'occasione per trasferire al governo il «peso» di un comparto che conta 2,3 milioni di iscritti, a cui si aggiungono un altro milione di liberi professionisti. Non a caso a Conte viene consegnato da Calderone e Zambrano un «manifesto» delle professioni, con l'obiettivo di contribuire al rilancio del Paese. L'elenco delle proposte tocca questioni chiave come la semplificazione normativa, lo snellimento della burocrazia e un intervento per rendere più efficiente il codice degli appalti. Nel pacchetto figurano anche il rilancio degli investimenti nelle infrastrutture e, soprattutto, una riforma della fiscalità che riduca il carico su professionisti e imprese. Dal fronte governativo il segnale di apertura più evidente alla categoria dei professionisti è arrivato per bocca della ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che intervenendo agli Stati generali ha spiegato: «L'equo compenso per i lavoratori non dipendenti è un tema importante, un obiettivo che è nel contratto di governo e che come ministro del Lavoro intendo portare a termine».


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