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08/08/2020

Il governo ha puntato tutte le sue carte su aiuti a pioggia

ItaliaOggi - DOMENICO CACOPARDO

ANESTETICI SOCIALI
Il governo ha puntato tutte le sue carte su aiuti a pioggia Cacopardo a pag. 4 Sarebbe bastato l'esito delle elezioni del marzo del 2018, per ritenere che la Repubblica incontrava una nuova notte, nella quale i valori costituzionali e la medesima democrazia sarebbero stati oscurati da sovranismo e populismo, prima concorrenti e poi, inopinatamente, alleati e da populismo e reducismo morente dopo l'agosto di un anno fa. In entrambi i casi il populismo ignorante e cialtrone è rimasto solidamente al centro della scena politica, con i suoi tic, le sue stupidaggini, il suo rifiuto di accettare l'art. 1 della Costituzione, quello che recita «L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...», l'art. 67 «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo ...» e l'art. 68, «I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni ...» . Naturalmente, i populisti a 5Stelle non conoscono e disconoscono tante altre norme fondamentali, ma quelle che ho citato sono le più sensibili per stabilire la sussistenza o meno del sistema democratico. In particolare, gli art. 67 e 68, strettamente collegati tra di loro sono stati apertamente violati mediante la statuizione -nel documento (del Movimento) di accettazione delle candidature- di una penale nel caso che un parlamentare o un consigliere regionale o comunale, disobbedendo alle decisioni del leader voti in scienza e coscienza. Una violazione, rispetto alla quale l'autorità giudiziaria, mai come in questo caso silente e dormiente, non ha ritenuto di intervenire, difendendo così quella Costituzione che molti suoi componenti, soprattutto delle procure della Repubblica, agitavano nelle manifestazioni come il documento fondamentale «più bello del mondo» nei cui confronti venivano tentate violazioni o lesioni. S a r e b b e u n bell'esercizio rileggere la nostra Carta fondativa, giacché ci renderemmo conto di quanto poco sia stata applicata e di quanto tanto sia stata lesa, dall'alba della Repubblica ai nostri giorni. Utilizzata come un alibi, è stata rapidamente (non uffi cialmente, di fatto) superata consentendosi fatti o provvedimenti del tutto fuori dalle sue previsioni. Anche le parole della Lega sono sovente e platealmente difformi dalle previsioni costituzionali e -credo- che tutti, a partire da Salvini, lo sappiano facendo fi nta di niente. Insomma, questi due anni di egemonia grillina hanno prodotto e stanno producendo danni che si ripercuoteranno per diversi anni a venire, penalizzando i ceti produttivi, imprenditori e lavoratori di nuova generazione, per i quali libertà e fl essibilità sono valori irrinunciabili per sopravvivere e competere. Ci mancava il Corona Virus per completare il disastro nazionale con un disastro generale. Questa pandemia, di effetti contenuti rispetto all'ultimo grande evento del genere, la «spagnola», ha travolto l'economia mondiale e le economie nazionali incidendo sui modi di vivere e sui sistemi produttivi che vi erano connessi. Ci vorranno anni per recuperare i livelli di scambi commerciali in essere a gennaio 2020, e anni per recuperare livelli di benessere comparabili con il passato. Ai guai generali della pandemia, si aggiungono i guai specifi ci provocati dall'azione di governo, dichiarazione di stato di emergenza compreso: l'ultima proroga non ha alcun senso pratico, visto che limitazioni e interventi d'urgenza possono essere adottati con provvedimenti ordinari, cioè adottati con procedure ordinarie. L'idea fatta passare da addetti alla comunicazione privi di coscienza democratica che lo stato di emergenza e i decreti del presidente del consiglio dei ministri fossero necessari per evitare le lungaggini dei procedimenti ordinari sono delle illegali falsità che colpiscono la buona fede dei cittadini, provati da una burocrazia pervasiva (ed eversiva), che li tratta come sudditi senza diritti, pecore di un gregge governabili solo da un pastore. decreto del presidente del consiglio dei ministri non è la panacea del governo della pandemia, è solo una patologia, la più grave, di un governo. Anche l'approccio alle diffi coltà attuali è demenziale e contrario a ogni principio di buona amministrazione. Il decreto «luglio» e il decreto «agosto» (in fi eri) rappresentano l'ennesima distribuzione a pioggia di soccorsi e sussidi ai cittadini-consumatori. Mancette che dovrebbero sopire il dissenso sociale in vista di una ripresa che non si sa affrontare e promuovere. Queste mancette connotano una cultura del potere di tipo paternalistico, autoritario e ottocentesco: Conte& i suoi intendono indirizzare i consumatori verso i consumi da loro preferiti, espropriandoli delle loro libertà di cittadini. Un gregge che corre da un negozio all'altro all'inseguimento degli incentivi del momento. Quando, invece, l'intervento dello Stato, di questo Stato, nell'economia dovrebbe consistere esclusivamente nel sostegno delle imprese, gli unici soggetti che possono rimettere in moto la creazione di ricchezza e la sua distribuzione mediante il monte retributivo che ne deriverebbe. Certo, anche nel sostegno delle imprese, lo Stato opererebbe a pioggia, un'aberrazione logica ed economica. Mi spiego: lo Stato italiano è incapace di procedere con rapidità ed effi cacia al sostegno di attività prioritarie. Una simile scelta comporterebbe azioni mirate e cioè discrezionali di una burocrazia imbelle e parassitaria. Come abbiamo visto nel caso del codice degli appalti, l'attenuazione delle discrezionalità amministrative ne comporta la paralisi per naturale, irrimediabile boicottaggio degli esponenti della corporazione burocratica. Di fondo, la scelta dell'intervento settoriale a pioggia è proprio la resa dello Stato nei confronti di gruppi corrotti o corruttori che, nella discrezionalità, troverebbero alimento. Sentiamo parlare di riforma dello Stato: non ne uscirà nulla, perché è proprio lo Stato, nei suoi uomini, che non vuole essere riformato. L'adozione di una politica di anestetici sociali (coerente alla non-conoscenza del lavoro di cui all'art.1 della Costituzione da parte della maggioranza grillina) affonderà il Paese, soprattutto accoppiata, come sarà, all'impreparazione e all'incapacità che segneranno le ipotesi di utilizzazione dei 207+38 miliardi dell'Unione europea. Siamo nella postdemocrazia. Sarà difficile uscirne recuperando i basilari di un sistema democratico. www.cacopardo.it © Riproduzione riservata
Questi due anni di egemonia grillina hanno prodotto e stanno producendo danni che si ripercuoteranno per diversi anni a venire, penalizzando i ceti produttivi, imprenditori e lavoratori di nuova generazione, per i quali libertà e fl essibilità sono valori irrinunciabili per sopravvivere e competere