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05/02/2021

Il gioco delle tre carte per protesi e ausili

La Gazzetta Del Mezzogiorno

L'EMERGENZA LA SECONDA ONDATA
La Asl Bari per le forniture continua con le procedure al massimo ribasso Ma spesso le gare vanno deserte Prima bandi e inviti. Poi spunta l'affidamento diretto
G. FLAVIO CAMPANELLA l La legge delle tre carte. Ti può capitare l'asso di cuori, il dieci di quadri oppure il due di picche, come accaduto a Davide, un sedicenne di Santeramo diplegico, ancora in attesa di una carrozzina richiesta a ottobre, la cui storia la Gazzetta ha raccontato un paio di settimane fa. Il fantastico mondo dell'assistenza protesica è disseminato di ostacoli, imprevisti e sorprese. In teoria a inquadrare normativamente la procedura per la fornitura di protesi e ausili dovrebbe essere la Regione, da cui si aspetta ormai da tempo il bando unico, stabilito dal Dpcm del 12 gennaio 2017, che prevede proprio l'obbligo di stipulare i contratti «con i fornitori aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto» (ma non per i presidi su misura). In realtà, per quanto è stato possibile appurare, queste norme, evocate per spiegare la decisione della Asl Bari di procedere da qualche mese a mini gare, oltre ad aver determinato le proteste dei pazienti (per il crollo della qualità del servizio) e delle Sanitarie (costrette a partecipare a gare ritenute insostenibili per i ribassi proposti da alcune aziende, mentre prima i clienti sceglievano liberamente il negozio di fiducia), sono applicate prevalentemente, ma non esclusivamente, con la conseguenza di mandare oltremodo su tutte le furie i disabili. BANDO - La procedura per le forniture di per sé, oltre a causare, con la concorrenza al ribasso, rilevanti ripercussioni economiche per gli imprenditori, ha appunto diminuito drasticamente la qualità, visto che in moltissimi casi le protesi e gli ausili arrivano a destinazione, consegnate da corrieri, senza che vi sia stata a monte una ricognizione sulle specifiche necessità dei richiedenti e a valle la consulenza di specialisti che possano provvedere non solo al montaggio (mettiamo di una carrozzina), ma soprattutto alla regolazione in base alle caratteristiche dell'individuo. Tanto per dire, al bando pubblicato su Empulia per la fornitura della carrozzina al 16enne di Santeramo alcune Sanitarie non hanno partecipato contestando, attraverso la loro associazione di riferimento (Assortopedia), l'inserimento, oltre che dell'ausilio, anche del sistema di postura. «Per legge non può andare a gara - dicono - perché fa parte dell'elenco 1 del nomenclatore, contenente le protesi e le ortesi, costruite o allestite su misura da un professionista abilitato all'esercizio della specifica professione sanitaria, e anche gli aggiuntivi e le prestazioni di manutenzione, riparazione, adattamento o sostituzione di componenti di ciascuna protesi o ortesi». INVITO - L'Asl tutto ciò lo sa perfettamente. I dirigenti e la direzione sanitaria, anche ammesso che facciano finta di niente, sono subissati dalle proteste di pazienti che rivendicano la consulenza di tecnici, siano ortopedici, audioprotesisti o comunque specialisti in grado di verificare quale prodotto specifico sia idoneo e poi di adattarlo al cliente. Peraltro, spesso non è sufficiente la mini-gara per arrivare alla conclusione e i tempi si allungano ancor più. Non di rado, infatti, accade che la base d'asta sia ritenuta già troppo bassa dai partecipanti. A quel punto, col bando andato deserto, l'azienda sanitaria gioca la carta di riserva: invita un certo numero di aziende a inviare preventivi per la fornitura, come ad esempio accaduto il 28 gennaio scorso sempre per una carrozzina e i relativi aggiuntivi (comando elettronico per l'accompagnatore, regolazione motorizzata dello schienale, basculamento motorizzato del sistema di seduta, modulo posturale per il capo, divaricatore, cinghia, pedana eccetera), chiedendo finalmente anche l'indicazio ne dei costi per spedizione, montaggio e installazione a domicilio e pure per «l'intervento di un tecnico abilitato per le specifiche esigenze del cliente». «La questione rimane - spiegano le Sanitarie - perché la consulenza deve essere fatta prima, oltre che dopo, altrimenti è facile, come più volte successo, che venga consegnata una carrozzina che non abbia le caratteristiche adatte al paziente. Insomma, uno spreco anche di denaro». AFFIDAMENTO - Tra centinaia e centinaia di aventi diritto, c'è però qualcuno che è più fortunato nella partita che si gioca intorno alle protesi. Dal mazzo può infatti anche capitare esca un affidamento diretto, esattamente quel che tutti chiedono, ma che adesso evidentemente è appannaggio di pochi. Lunedì scorso, infatti, la Asl, con determinazione del direttore del distretto 12, ha autorizzato una ditta a fornire una «carrozzina ad autospinta con moltiplicatore di spinta elettrico e sistema di postura» a una disabile di Monopoli stabilendo in 6.703,92 euro la spesa complessiva. La 41enne beneficiaria ovviamente esulta. Gli altri pazienti un po' meno... .

IL CASO

Assegnata a una azienda una commessa a misura per una donna disabile


Foto: AUSILI L'assistenza protesica continua a fare discutere In basso la sede della direzione dell'Asl Bari


Foto: OSPEDALE ONCOLOGICO L'Irccs tumori di Bari Giovanni Paolo II aoggiofranco