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17/03/2021

«Il Galilei siamo noi. E non siamo in vendita»

QN - La Nazione

PISA Il lato drammaticamente umano che sta dietro le trattative. I volti, le storie, le famiglie. «Not for sale», non in vendita, è lo slogan che guida la mobilitazione social dei lavoratori di Toscana Aeroporti Handling, società che si occupa dei servizi di terra negli scali di Pisa e Firenze. Dipendenti che hanno deciso di 'metterci la faccia'. Come chi si sente profondamente tradito. L'appello è rivolto ai pisani, alla città, alle istituzioni, a tutti. A chi continua a percepire il Galilei come un mondo che da milioni di passeggeri è passato allo stop dei voli e che ora si trova a dover affrontare un altro passaggio 'burocratico'. Una vendita. Dietro cui, però, ci sono le persone: 450 lavoratori diretti tra Pisa e Firenze più l'indotto. Dipendenti che con la pandemia e in piena cassa integrazione, sono piombati nell'incubo. «L'aeroporto siamo noi» scrivono sul gruppo facebook «Difendiamo gli aeroporti toscani» che sta facendo da catalizzatore alla protesta. «Lavorare non è solo un diritto... Lavorare è armonia in casa, serenità in famiglia e vivere senza la preoccupazione continua di dover ricominciare... bisogna sognare, non vivere perennemente tra ansia e incertezza», questo uno dei messaggi che accompagnano le foto. E ancora: «16 anni di lavoro, di impegno, di orari assurdi, di Natali, Pasqua, Feste e ore di sonno che nessuno mi ridarà piu. Tutto questo per far parte di questa famiglia felice... Puntavano sull'etica di tutti per portare avanti un grande progetto... Dove sta l'etica adesso?». Ventiquattro mesi (dall'acquisto) di garanzie (su salari e posti) da parte della società acquirente. Ma dopo? Al fianco dei lavoratori ci sono i sindacati: «La storia del nostro aeroporto è una storia di successo - commenta Furio Cacace, segretario generale Filt Cgil - da 1 milione di passeggeri nel 2000, siamo passati a 5 nell'arco di 20 anni. I voli si sono moltiplicati, ci sono state assunzioni, bilanci in positivo... alla luce di ciò che è difficile tollerare la politica degli ultimi anni di Toscana Aeroporti, con questo ennesimo strappo attuato in piena pandemia. I lavoratori si sentono merce. Senza dimenticare tutti i soldi pubblici di cui il sistema ha beneficiato. Se per i dipendenti di Toscana Aeroporti Handling c'è una prospettiva almeno di 24 mesi, per il settore degli appalti dello scarico-carico bagagli il licenziamento è imminente, non appena la vendita si concretizzerà. E stiamo parlando di 200 persone». «Da settembre 2017 - queste invece le parole di Paola Marchi (Usb Lavoro privato, sigla che per domani alle 9,30 ha convocato un presidioi di protesta) - hanno iniziato a fare di noi uno spezzatino. Ma è dal 2014, con la privatizzazione, che la fine era già annunciata. Per i lavoratori di terra, ad ogni passaggio, è andata persa una fetta salario, fino ad oggi. Siamo in piena pandemia, l'azienda è stata aiutata con soldi pubblici. E loro cosa fanno alle spalle? Lavorano per vendere». Uno sconcerto che traspare da ogni volto e da ogni foto. Lo sconcerto di chi non ci sta. Francesca Bianchi