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23/07/2018

Il futuro incerto degli ausiliari: con il concordato in 150 a rischio

Il Messaggero

IL RETROSCENA
L'appalto affidato all'Atac scade nel 2019 ma la giunta M5S non lo ha prorogato L'ipotesi di assegnare il servizio a ditte private per alleggerire la partecipata in crisi OGGI RAGGI INCONTRA L'AD SIMIONI: VERTICE SUL PIANO DI SALVATAGGIO DOPO LO STOP DELL'ANTICORRUZIONE E LA GRANA DEI NUOVI BUS IL SETTORE È REDDITIZIO E I PENTASTELLATI VOGLIONO AUMENTARE LE TARIFFE: SOSTA FINO A 3 EURO L'ORA IN CENTRO STORICO
Siamo abituati a vederli in giro per la città coi caratteristici giubbini catarifrangenti, blocchetto (ormai digitale) alla mano, sguardo puntato sui cruscotti alla ricerca dei bigliettini sfornati dai parcometri. Potrebbero essere loro, gli ausiliari del traffico, i primi dipendenti a sganciarsi dall'Atac in crisi, «esternalizzati», come si dice in gergo, cioè affidati alle ditte che tra poco più di un anno potrebbero vedersi assegnata la gestione delle strisce blu, multe comprese. In Campidoglio ci stanno ragionando. Non è un caso che il contratto con l'Atac per questo settore, in scadenza nel 2019, non sia stato prorogato così come è avvenuto per il servizio di bus, tram e metro. La giunta grillina di Virginia Raggi ha deciso di prendere tempo e avviare una riflessione sulla questione, che riguarda 150 lavoratori. Tocca capire se convenga affidare la commessa all'Atac o a un'altra azienda, una ditta privata o magari un'altra controllata del Comune. I dipendenti, circa 150, dovrebbero comunque essere tutelati dalle leggi sugli appalti: il nuovo gestore dovrà incorporarli. Certo, il trattamento in un ente pubblico come l'Atac, rispetto a un'impresa privata, potrebbe essere diverso. PRONTI I RINCARI Va detto che i vertici di Atac non hanno dubbi: la commessa milionaria, è il loro auspicio, deve rimanere nel forziere di via Prenestina. I numeri degli ultimi anni hanno mostrato che il settore è redditizio e che i margini di mi` glioramento, guardando agli incassi, sono ampi. Soprattutto lo saranno ancora di più nei prossimi anni, considerato che la maggioranza M5S ha deciso di ritoccare al rialzo le tariffe dei parcheggi a pagamento nelle zone centrali della città. In un futuro non troppo lontano parcheggiare l'auto nel cuore di Roma costerà caro: anche 3 euro l'ora. Il piano è già arrivato sul tavolo della Commissione Mobilità del Comune e ne abbiamo dato conto su queste colonne. Per lasciare la macchina sulle strisce blu nella Ztl del centro storico oggi bisogna tirare fuori 1 euro e 20 centesimi all'ora; in futuro si dovrebbe arrivare a 2 euro l'ora per i primi 120 minuti e poi 3 euro per ogni ora aggiuntiva. Anche intorno agli ospedali, dove ora si parcheggia gratis per 3 ore con il disco orario, in futuro si dovranno sborsare 50 centesimi l'ora, mentre in periferia - dove gli stalli di questo tipo scarseggiano - si dovrebbe pagare un po' di meno. Insomma il servizio, sul mercato, ha il suo appeal . LA RIUNIONE Al momento le emergenze, in Atac, sono altre. Oggi il presidente e ad Paolo Simioni dovrebbe salire le scalette del Campidoglio per incontrare Virginia Raggi. Si parlerà della bocciatura dell'Anticorruzione alla proroga del contratto di bus e tram e del bando per i nuovi mezzi andato deserto. Due pilastri del concordato che rischiano di sgretolarsi e che bisogna rinsaldare in fretta, prima del verdetto del Tribunale, atteso all'inizio della prossima settimana. Lorenzo De Cicco © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Gli ausiliari in servizio con il caratteristico gilet catarifrangente

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