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12/06/2019

IL FUTURO DI TOTI SEMPRE PIÙ NAZIONALE

Il Giornale del Piemonte e della Liguria - Diego Pistacchi

TUTTE LE STRADE PORTANO A ROMA
Il governatore presenta anche una bozza di programma del nuovo partito e declina eventuali offerte per ruoli in Forza Italia, parla di politica estera e punta al 6 luglio
■ Il 2 giugno un'immagine simbolica: Giovanni Toti, che ha sempre sfoggiato cravatte in tema ligure e genovese, indossa quella con un'Italia ricamata. Era la festa della Repubblica, ok, ma sono altri e tanti gli indizi che confermano un impegno sempre crescente del governatore ligure per un incarico da leader di partito nazionale. E nei giorni scorsi Toti ha anticipato anche alcune linee del programma per un futuro governo dell'Italia. a pagina 7 ■ Meno di un mese alla convention di Roma. E Giovanni Toti inizia a snocciolare anche il programma del suo nuovo movimento chiamato a rappresentare nel centrodestra quel polo moderato che sta venendo meno un'elezione dopo l'altra. Il governatore non perde un appuntamento che sia uno per quanto riguarda l'attività di amministratore ligure, ma si sta sempre più sdoppiando per ricoprire anche il ruolo di leader politico nazionale. E spiega come ormai sia anche tardivo ogni tentativo di «recuperarlo» alla causa di Forza Italia. Non tanto perché ci fosse chissà quale scadenza, ma proprio per una questione di volontà: «Non ho mai chiesto di essere nominato a una carica di vertice di Forza Italia. Oggi sarebbe la via più sbagliata per rilanciare un movimento che deve tornare a crescere e rappresentare tutti - ripete dal proprio profilo facebook -. Ho chiesto, chiedo e chiederò sempre un luogo e un metodo democratico per confrontare e pesare il consenso delle proprie idee». Il progetto «arancione» è ormai di fatto traslato a livello centrale, l'esperienza vincente in Liguria è la base del nuovo progetto totiano che coinvolge altri amministratori locali. Ma proprio il capo della giunta di piazza De Ferrari viaggia già con una marcia più alta rispetto al collega Nello Musumeci (uno dei primi a confrontarsi con lui) o rispetto al neo governatore piemontese, Alberto Cirio, sempre molto concentrati sulle scelte locali o comunque legate al loro mandato sul territorio. E per l'appunto quotidianamente pubblica interventi su temi di respiro nazionale, gli stessi per i quali è ospite frequente delle maggiori tribune politiche televisive. Quello apparso domenica è di fatto un'anticipazione di un programma chiaro, ancorché in via di definizione, di chi vuole offrire ricette per cambiare il Paese, non certo solo la Liguria. E così Toti, per «un'Italia in crescita» - una via di mezzo tra uno slogan efficace e una bozza di nome per il partito - auspica «un piano straordinario per l'edilizia privata: incentivi in metri quadrati aggiuntivi e sgravi fiscali per chi ristruttura o costruisce in modo sicuro, meno inquinante, più compatibile con territorio e ambiente (in Liguria lo abbiamo già fatto). E in Spagna con questa formula il Pil cresce il 3%». Toti alleato della Lega, scelta più volte ribadita. Ma alleato forte, non subalterno quanto alternativo all'attuale alleato grillino. E infatti il governatore fa a pezzi la politica dell'attuale governo per la parte «scritta» proprio da Di Maio e compagni: «Aumentare la busta paga dei lavoratori dipendenti scrive Toti -. Meno trattenute fiscali e stipendi più alti da parte delle imprese, in cambio di maggiore produttività del lavoro. E via il reddito di cittadinanza: al suo posto formazione professionale pagata attraverso le aziende. Al lavoro tutte le mattine, in cambio di un vero stipendio pagato con i fondi del reddito (in Liguria abbiamo già inaugurato le novità della formazione professionale con tassi di occupazione anche dell'80%)». Infine un'altra stoccata a uno dei grillini di governo con cui maggiormente è entrato in rotta di collisione: il ministro Danilo Toninelli. La ricetta che arriva dal numero uno ligure è «sbloccare davvero tutte le grandi opere già finanziate, abolendo il codice degli appalti e ogni altra restrizione burocratica». Temi nazionali, per l'appunto. E se fino ad ora gli interventi di Toti a proposito della grande kermesse del 6 luglio al teatro Brancaccio di Roma erano stati per lo più di carattere politico generale, di considerazioni sul declino di Forza Italia e sulla necessità di nuovo slancio per il centrodestra, questa volta il governatore si spinge a tracciare un solco nel quale gettare le fondamenta della nuova formazione, che è poi l'aspetto programmatico. Da lì si deve partire: «Dirigenti provinciali, regionali e nazionali devono presentare il proprio programma - scrive Toti -. Proposte per far crescere l'Italia, aiutare le famiglie, far ripartire i cantieri, far contare il nostro Paese in Europa e nel mondo. E poi farle scegliere da elettori e militanti tramite elezioni a cui tutti possano partecipare. Con questo nuovo metodo sono pronto a confrontare le mie idee con quelle di altri che vorranno partecipare. E spero siano tanti!». Temi nazionali e non solo. Anche in occasione delle sue recenti attività come amministratore, in particolare nel corso della trasferta a San Pietroburgo, ha approfittato per fare alcune riflessioni sulle relazioni internazionali da cambiare nei confronti della Russia, partendo dalla fine di quelle sanzioni che colpiscono indirettamente anche tutte le imprese italiane che perdono importanti occasioni commerciali. Dall'ufficio di piazza De Ferrari, la vista di Giovanni Toti ha decisamente cambiato gli orizzonti.

Foto: OBIETTIVO ITALIA Dalla cravatta per Genova a quella con l'Italia: anche il look del governatore (per la verità, in occasione del 2 giugno) sembra concentrato versi nuovi traguardi