scarica l'app
MENU
Chiudi
23/06/2020

Il finto dialogo di Conte

Il Tempo - ANGELA BARBIERI

GLI STATI GENERALI In arrivo un invito da Palazzo Chigi. La Lega: «Le nostre proposte già sul tavolo, dalla sospensione delle tasse allo sblocco di 200 cantieri»
Il premier apre di nuovo alle opposizioni. Salvini, Meloni e Berlusconi non ci cascano Ilprovvedimento Il presidente del Consiglio spinge sul dl Semplificazioni «Confido che sarà pronto la prossima settimana» Silvio Berlusconi «Nonpossiamo chiudere gli occhi sulfatto che l'Italia rischi dipagare cara in Europa la scarsa credibilità del governo»
••• Una mano tesa al dialogo, per cercare di ricucire un rapporto governo-opposizioni mai così problematico. Giuseppe Conte sprinta sul Piano di rilancio da presentare entro settembre all'Ue, incontrando il mondo delle partecipate, il Terzo Settore e le categorie professionali ma prova, ancora una volta, a rivestire i panni del mediatore con Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. Come? Con parole importanti pronunciate direttamente dagli Stati generali "della discordia": «Confidiamo già la settimana prossima di rivedere il programma e provare a chiuderlo - spiega nella penultima giornata della kermesse a Villa Doria Pamphilj - Faremo un confronto con le forze politiche di opposizione, dopodiché avremo la bozza di piano di rilancio a cui lavorare alacremente nelle prossime settimane». Da parte del premier è un gesto significativo, al termine di dieci giorni di tensione caratterizzati dall'assenza del centrodestra ai lavori dell'iniziativa e dall'abbandono dell'aula durante l'informativa di Conte alle Camere in vista del Consiglio europeo e il voto di fiducia posto sul decreto Elezioni. L'invito non è stato ancora ufficializzato, ma il progetto sarebbe quello di invitare Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a palazzo Chigi già la prossima settimana. Per avere, è il ragionamento, dei contributi concreti al Piano rilancio, che partirà su tre direttrici "pesanti" come modernizzazione del Paese, transizione ecologica e inclusione sociale, territoriale e di genere. La replica leghista non è conciliante al momento: «Le proposte la Lega le ha già presentate da tempo, in Parlamento. Non abbiamo bisogno di ville o sfilate», replicano a stretto giro di posta fonti del Carroccio. Che elencano le priorità del principale partito di opposizione come sospensione di versamenti Irpef, Ires e Iva fino all'autunno, taglio di burocrazia e codice appalti, con sblocco di 200 cantieri e soldi a fondo perduto per il turismo. Forza Italia, al momento la più dialogante con la maggioranza, dal canto suo critica ancora il governo. «Mi dispiace dirlo, ma non possiamo chiudere occhi sul fatto che l'Italia rischi di pagare cara in Europa la scarsa credibilità di questo governo», spiega Berlusconi. Anche da Fdi trapela forte f r e d d e z z a per l'invito, con il partito di Meloni che non lesina nuove stoccate agli Stati generali dell'Economia, definiti un «carnevale» e all'esecutivo «di chiacchiere in una situazione economica come questa dove lo stallo si sta ripercuotendo sulle aziende e su intere filiere produttive». Intanto, Conte delinea la sua road map, fatta di «progetti concreti», assicura. Partendo dalla sburocratizzazione del Paese, per trovare un recupero in termini di produttività e di pil dopo il dramma Covid-19. La chiave di volta, secondo palazzo Chigi, sarà il decreto Semplificazioni, considerato di «grande importanza». «Confido che saremo pronti già la settimana prossima», spiega il premier. Sul testo, molto complesso, sono al lavoro anche Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e Fabiana Dadone, con la ministra della Pa pronta a varare un piano per la banda larga con norme per accelerare i lavori e l'estensione della possibilità di utilizzare le "micro-trincee" per posare i cavi. Ovviamente, nel dl semplificazioni ci saranno anche norme per edilizia e lavori pubblici. Per il momento il capo di governo sceglie di riunire a Roma i vertici delle società partecipate. «Siete la spina dorsale del Paese: molti di voi hanno assetti di governance che rispondono a logiche di mercato e quindi dovete perseguire le finalità che una società tale deve avere», insiste rivolgendosi ai rappresentanti di Cdp, Terna, Snam, Fincantieri, Leonardo, Enel, Eni, Invitalia, Poste Italiane e Ferrovie dello Stato. Un gesto di attenzione a realtà che non hanno mollato nei mesi di lockdown e con «sensibilità che consentono di confrontarsi in modo concreto» con il governo.

Foto: La riunione Il presidente del Consiglio a Villa Pamphilj con i rappresentanti delle maggiori società partecipate del Paese