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17/06/2020

Il faro della procura sull’appalto da 41 milioni

QN - La Nazione

di Laura Natoli PRATO Come hanno fatto i fratelli Alessandro e Marco Hong, 33 e 24 anni, amministratori di fatto - insieme ai genitori e alla zia - del Gruppo YL, a ottenere una commessa da oltre 41 milioni per la realizzazione di quasi cento milioni di mascherine direttamente dal commissario straordinario presso il Consiglio dei Ministri? Come sono arrivati così in alto e in poco tempo? La YL è un'azienda conosciuta a Prato, ha lavorato con noti marchi della moda ma capire come sia riuscita ad aggiudicarsi un appalto del genere è uno degli aspetti che l'inchiesta della procura di Prato e del nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza vuole chiarire. Quello che si sa è che la YL ha avuto un tramite che l'ha messa in contatto con la protezione civile nazionale: si tratterebbe di un gruppo milanese. Le indagini dei pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli vanno avanti perché sono molti gli aspetti da chiarire sul caso delle mascherine illegali. L'indagine è partita a inizio maggio mentre gli investigatori tenevano sott'occhio Huang Cenguo per sfruttamento della manodopera clandestina e lavoro nero (è l'unico colpito da misura cautelare del gip). Proprio tenendo sotto controllo Huang, è stato scoperto il traffico di mascherine irregolari e gli appalti milionari ottenuti dalla YL da parte di enti pubblici - come la protezione civile nazionale e Estar - contando su una procedura semplificata vista l'emergenza. Intanto Huang Cenguo, difeso dall'avvocato Tiziano Veltri, è apparso ieri di fronte al gip per l'interrogatorio di garanzia ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale farà ricorso al tribunale del Riesame. Ieri si è conclusa la seconda tornata di interrogatori a carico dei 13 arrestati in flagrante (oltre a Huang) per sfruttamento della manodopera clandestina. Per ascoltare tutti gli indagati si sono mobilitati due gip, Scarlatti e Pallini. Quasi tutti gli indagati (difesi fra gli altri dagli avvocati Alessandro Fantappiè, Tiziano Veltri, Giuseppe Nicolosi, Massimo Mariotti) hanno ammesso le proprie responsabilità spiegando di aver impiegato manodopera clandestina ma di aver sempre pagato gli operai. I giudici hanno confermato i gravi indizi per tutti gli indagati ma hanno alleggerito le misure disponendo l'obbligo di firma o il divieto di dimora. Nel frattempo alcuni deputati della Lega hanno presentato una interpellanza per chiedere che venga fatta chiarezza sul caso mascherine. «Non bastava il mancato arrivo di ventilatori polmonari, ora siamo alle prese con un numero considerevole di mascherine che non avrebbero avuto il nulla osta dall'Istituto superiore di Sanità. Sotto le luci dei riflettori la solita Estar, braccio operativo della Regione e il dipartimento di protezione civile nazionale. Chiediamo dove siano state distribuite le mascherine non filtranti prodotte dalle imprese pratesi sotto inchiesta e se si è già provveduto al loro ritiro». © RIPRODUZIONE RISERVATA