scarica l'app
MENU
Chiudi
06/11/2020

Il dramma della Gazzetta: “Dal 21 stop”

La Repubblica - Chiara Spagnolo

La vertenza
Pubblicato il bando per il fitto del ramo d'azienda della società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, sono state contemporaneamente inviate ai 147 dipendenti le lettere che annunciano la «sospensione del rapporto di lavoro e della retribuzione a partire dal 21 novembre». Da quel giorno il quotidiano potrebbe non essere più in edicola. ● a pagina 6 Pubblicato il bando per il fitto del ramo d'azienda della società editrice della Gazzetta del Mezzogiorno, sono state contemporaneamente inviate ai 147 dipendenti le lettere che annunciano la «sospensione del rapporto di lavoro e della retribuzione a partire dal 21 novembre». Da quel giorno il quotidiano potrebbe non essere più in edicola e giornalisti, poligrafici e amministrativi potrebbero restare a casa. E' questo lo scenario peggiore possibile, se il tentativo di dare in fitto il ramo d'azienda non dovesse andare in porto, dopo che il Tribunale ha decretato per il 20 novembre la fine dell'esercizio provvisorio. Purtroppo, però, è uno degli scenari ipotizzabili, alla luce dei tempi stringenti e delle caratteristiche del bando, che già ieri alcuni imprenditori interessati hanno giudicato molto ostative. E non è un caso che, nelle stesse ore, i sindacati abbiano lanciato un appello alla Federazione nazionale della stampa a sedersi a un tavolo comune e alle istituzioni (locali e nazionali) «a dar seguito alle promesse dei mesi scorsi per un piano di salvataggio», mentre Confindustria è stata sollecitata a impegnarsi per tenere gli avventurieri fuori dalla vicenda. In mezzo - tra appelli da un lato e disimpegni dall'altro - stanno i lavoratori: 89 giornalisti e 58 tra poligrafici e amministrativi, che hanno ipotizzato anche di riunirsi in cooperativa e tentare di farsi assegnare il ramo d'azienda che consente la prosecuzione della pubblicazione.
Le possibilità sul tavolo al momento sono tante. Di certo c'è che il tentativo fatto dalla Procura di slegare la Gazzetta dalle società Edisud (editrice) e Mediterranea (concessionaria della pubblicità) con la richiesta di fallimento con esercizio provvisorio, ha solo posticipato i tempi del disastro. Perché, a distanza di quattro mesi dal fallimento, i curatori Michele Castellano e Gabrielle Zito hanno portato al Tribunale l'evidenza di un'azienda in costante perdita, che non può sopravvivere senza iniezioni corpose di fondi. Proprio davanti ai due curatori, il 19 novembre saranno aperte le buste dei concorrenti al bando di fitto, che dovranno consegnare le loro proposte entro il 18. Nel bando è chiarito che la società aggiudicataria dovrà prendere in carico tutti i 147 lavoratori e uscire entro tre giorni dal subentro. Per l'eventuale ridimensionamento della pianta organica bisognerà trovare entro dieci giorni un accordo con i sindacati.
Dovrà inoltre «mantenere l'identica impostazione grafica del quotidiano attualmente in pubblicazione», inserti, rubriche, edizioni locali (Bari, Bat, Salento, Potenza e Taranto) e garantire una tiratura di almeno 10mila copie quotidiane. «Si sta concludendo nel peggiore dei modi una situazione a dir poco paradossale - hanno dichiarato i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Pino Gesmundo, Franco Busto e Antonio Castellucci, insieme ai referenti territoriali di Slc-Cgil, Uilcom e Fistel-Cisl - bisogna salvare tutti i lavoratori sia con eventuali prepensionamenti sia garantendo la continuità a chi rimane per avere un futuro più sereno».

Foto: kTestata storica La sede della Gazzetta del Mezzogiorno: è terminato l'esercizio provvisorio