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15/05/2020

IL DOPO COVID: I SOLDI CI SONO SPENDIAMOLI BENE

La Nuova Sardegna

In questi giorni si registra il quasi unanime convincimento che la sola via di uscita dalla situazione che attraversiamo presupponga un massiccio intervento finanziario pubblico in campo economico e, al tempo stesso, la momentanea sospensione di norme sui bilanci pubblici che, ormai palesemente, impediscono adeguate misure di politica economica. Tralasciando ogni opinione su queste regole, anche costituzionali, che impongono i pareggi di bilancio, ritengo che sia realistico immaginare, nell'immediato futuro post coronavirus, la ricerca di fonti finanziarie in grado di alimentare immediatamente gli investimenti pubblici necessari per il finanziamento delle misure anticrisi.Sul punto si registrano varie ipotesi che oscillano tra un fantomatico ed illimitato ricorso alle casse pubbliche e l'assunzione di un nuovo debito pubblico che, tuttavia, in entrambi i casi, andrebbero a gravare sulle generazioni future. Ritengo sia da prendere in considerazione una soluzione che, pur condividendo il keynesiano presupposto iniziale, non sconfini in un nuovo indebitamento. In Sardegna la Regione dispone di numerosi fondi strutturali di provenienza comunitaria e nazionale finalizzati alla crescita economica, alla coesione sociale, economica e territoriale, ed all'innovazione. Una vasta galassia di strumenti individuati con vari acronimi. Complessivamente abbiamo di fronte un volume di investimenti che, attraverso una straordinaria ed immediata ridefinizione della spesa e delle regole di rendiconto, consentirebbe, già nella seconda parte del 2020, un'imponente immissione di danaro pubblico nel tessuto economico. A questo riguardo è utile ricordare che esistono programmi, piani e bandi che in diversi settori (agricoltura, turismo, industria, ricerca, etc.) prevedono contributi per investimenti a favore del settore privato. Quasi sempre tali investimenti operano come contributo in conto capitale e, pertanto, sono mediamente in grado di generare un movimento economico pari al doppio dell'investimento iniziale. Giova ancora ricordare che le somme in entrata per la Regione Sardegna sono parametrate sui gettiti Iva e Irpef generati nel territorio ed è quindi semplice calcolare il rapporto tra investimenti e gettito fiscale. L'intervento, guidato dal governo regionale si dovrebbe, dunque, sviluppare su due fronti. In primo luogo, attraverso la drastica semplificazione delle regole di spesa e rendiconto quando il finanziamento sia concesso a favore di un soggetto pubblico. Le regole generali sulla spesa dei fondi pubblici (codice degli appalti, regole sulla trasparenza, etc.) sono più che sufficienti a dare garanzie sulla regolarità della spesa ed ogni altro onere burocratico comporterebbe un inutile aggravio ed una perdita di tempo. Va invece affrontato con più delicatezza il tema dei finanziamenti ai privati. In questi casi vi sarebbero diverse soluzioni in grado di generare una rapida immissione di liquidità a favore delle imprese, siano esse le dirette destinatarie del finanziamento o le fornitrici di queste. Per quanto riguarda le imprese che beneficiano di finanziamenti periodici (ad es. nel comparto agricolo), si potrebbe provvedere all'immediata liquidazione di somme maturate fino all'annualità 2020, da sottoporre a verifica nell'anno seguente. Per quanto concerne i contributi una tantum per investimenti in accordo con gli istituti bancari si potrebbero predisporre regole che consentono l'erogazione dell'intero contributo attraverso un meccanismo di conti correnti dedicati e fuori dalla disponibilità diretta del beneficiario, da utilizzare a favore dei fornitori dei beni o dei servizi oggetto degli investimenti a seguito di dichiarazioni/asseverazioni degli stessi beneficiari e dei loro professionisti. In questo modo, nel secondo semestre del 2020, gli organi di governo della Regione assicurerebbero alla Sardegna una mole di investimenti enorme (diverse centinaia di milioni di euro) in grado di generare un effetto moltiplicatore nell'economia reale e tale da garantire un gettito fiscale (nelle annualità successive) che potrà garantire la tenuta dello stato sociale. *Commissario Consorzio Universitario Nuoro