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15/05/2021

«Il dono come sfida alle nuove povertà»

Eco di Bergamo - Sergio Cotti

Comunità Bergamasca Il presidente Osvaldo Ranica traccia il bilancio dell'attività della Fondazione che negli ultimi 20 anni ha distribuito oltre 47 milioni di euro. La strategia per affrontare le fragilità legate alla pandemia
Una collaborazione più forte con gli enti locali e con le fondazioni del territorio, per finanziare progetti nuovi e più importanti, spalancando le porte, ancora più che in passato, a tutte le realtà che operano nella provincia di Bergamo. È questa la mission di Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca, che in vent'anni di attività tra bandi territoriali, grandi progetti e fondi, ha distribuito sul territorio della provincia oltre 47 milioni di euro. Un tesoro in grado di generare, tra donazioni, raccolte fondi e l'impegno delle associazioni del Terzo settore, un valore quasi tre volte superiore, e di dare il via ad innumerevoli progetti nell'ambito del welfare, della cultura, dell'ambiente e della ricerca scientifica, sempre con uno sguardo attento alle necessità delle persone. Presidente, quali sono stati i suoi primi passi alla guida della Fondazione?

«Ho voluto conoscere in modo approfondito sia la Fondazione, la struttura, il funzionamento, il ricco operato di oltre 20 anni di attività, che i partner esterni, pubblici e privati, con i quali dialoghiamo costantemente. Per fare questo mi sono posto in una condizione di "ascolto attivo", aiutato da un Consiglio di amministrazione largamente rinnovato e composto da professionisti che ben rappresentano i bisogni del territorio».

Quali priorità ha messo in cima al mandato?

«Intendiamo innanzitutto diffondere e promuovere la cultura del dono utilizzando lo strumento dei fondi, che sono un mezzo prezioso per raccogliere donazioni e indirizzarle verso obiettivi e finalità ben precise. I fondi possono essere patrimoniali e correnti, le cui priorità vengono definite dal titolare del fondo stesso, che può essere sia una persona singola, che un'azienda oppure un'organizzazione. La Fondazione mette a disposizione competenze, risorse, capacità per poter realizzare insieme le azioni che stanno più a cuore ai nostri donatori per sostenere la comunità. Sarà inoltre importante valorizzare il patrimonio tangibile e intangibile della Fondazione per portare maggiori benefici al nostro territorio. Più riusciamo a valorizzarlo, più saremo in grado di finanziare i progetti».

Quali saranno, quindi, le prossime mosse?

«Stiamo lavorando per trovare soluzioni innovative in grado di rispondere alle nuove esigenze che sono emerse in particolare nell'ultimo anno: saper leggere i bisogni del territorio e saper costruire risposte utili e efficaci per le situazioni emergenti di difficoltà e fragilità è un obiettivo strategico che abbiamo ben presente».

In che modo?

«La collaborazione con tutti i soggetti locali è fondamentale, oltre che necessaria. In particolare, vogliamo creare sinergie con le altre fondazioni del territorio per affrontare in modo più incisivo le problematiche che incontriamo. Per creare progetti più forti in sinergia. Già negli anni passati sono state avviate alcune sperimentazioni, pensiamo ad esempio al protocollo di intesa sull'Area penale adulti e, a partire da qui, vogliamo rendere questa modalità di lavoro un elemento strutturale e permanente, in modo che tematiche trasversali vengano affrontate in maniera condivisa, ottimizzando le risorse e condividendo le azioni e gli scopi. La Fondazione deve essere inoltre sempre più un'antenna sensibile per recepire i bisogni della comunità e per individuare le risorse necessarie per supportare e realizzare iniziative specifiche, diventare cioè un collettore di risorse a favore di tutto il territorio bergamasco».

L'anno della pandemia ha fatto emergere anche in provincia di Bergamo nuove povertà e nuove esigenze. Come intendete venire incontro a questi bisogni?

«Da poco tempo abbiamo aperto un Fondo Povertà, nato grazie a una donazione di 100 mila euro da parte di Fondazione Cariplo e con l'impegno nostro di raccoglierne altri 50 mila. Ma questo rappresenta solo il punto di partenza. Questo fondo nasce anche dall'esperienza della raccolta straordinaria dello scorso anno di #sosteniamobergamo, all'interno di una relazione di collaborazione consolidata da anni con la Conferenza dei sindaci. Il Fondo Povertà istituito quest'anno coinvolge una cabina di regia allargata a diversi enti del territorio, che si occupano in prima persona o che possono essere finanziatori di iniziative rivolte alle varie forme di povertà che stanno interessando la popolazione. Parlo appunto delle e non della povertà, perché non si tratta più di affrontare solo una carenza di risorse economiche, ma tanti tipi diversi di carenze che riducono le persone in condizione di povertà alimentare, lavorativa, educativa, culturale ed altre ancora».

C'è qualche ambito nuovo rispetto al passato sul quale porre l'attenzione?

«Da dicembre si è creata la nuova Rete bibliotecaria bergamasca con la quale abbiamo aperto fin da subito un dialogo importante che ci ha condotto alla pubblicazione di un bando dedicato alle biblioteche e alla promozione del loro patrimonio».

Come si relazionerà con la Fondazione Cariplo?

«Ho una relazione costante e costruttiva, che mi permette di avere scambi e confronti su importanti tematiche; negli ultimi mesi ad esempio, si è aperto un dialogo sul tema Bergamo e Brescia Capitali della Cultura 2023. Pur essendo la nostra Fondazione un soggetto autonomo, riteniamo che Fondazione Cariplo sia l'interlocutore privilegiato per definizione, con il quale abbiamo la possibilità di costruire importanti progettualità per il nostro territorio. La Fondazione della Comunità Bergamasca è, inoltre, parte di un network di 16 Fondazioni di Comunità (14 lombarde e 2 piemontesi), con le quali ci confrontiamo su mission, obiettivi e sulle modalità operative, con spirito di supporto reciproco».

Quali sono le strategie di erogazione per l'anno 2021?

«Il nostro Consiglio di amministrazione ha deliberato per l'anno 2021 lo stanziamento di oltre 2 milioni di euro per erogazioni al territorio della nostra provincia, tra bandi ed extra bando. Il primo obiettivo della strategia erogativa è quello di raggiungere tutto il territorio bergamasco, farci conoscere il più possibile e offrire a tutte le comunità locali l'opportunità di concretizzare iniziative e progetti. Alcune linee di finanziamento seguono strade storicamente consolidate, per supportare progettualità di tipo sociale destinate a fasce particolarmente fragili della popolazione, come gli anziani e i minori in situazione di disagio o per interventi di restauro e tutela del patrimonio artistico e storico».

Quali sono le novità di quest'anno?

«Abbiamo un bando dedicato all'ambiente, in parte cofinanziato dal Fondo Gente in montagna, con l'obiettivo di promuovere interventi di educazione e sensibilizzazione ambientale dei giovani sia attraverso azioni di riqualificazione e miglioramento dei percorsi in montagna, sia attraverso la promozione di attività partecipative centrate sulla biodiversità e sulla complessità ecologica. Inoltre, abbiamo anche un bando, citato pocanzi, dedicato alla lettura, finanziato al 50% dalla nuova Rete bibliotecaria bergamasca che riunisce tutti i sistemi bibliotecari della provincia, per favorire la crescita culturale della collettività e promuovere la lettura. Sul fronte culturale, verranno inoltre finanziati progetti studiati per poter essere realizzati in qualunque condizione e destinati a un pubblico che possa essere identificato con una forte accezione "di comunità"».

Bergamo, così come altre province, riceverà da Fondazione Cariplo e Impresa con i bambini 2,5 milioni di euro sul progetto di contrasto al divario digitale «Digeducati». La Fondazione della Comunità come intende muoversi su questo tema?

«Il progetto "Digeducati" ha coinvolto la Fondazione Comunità Bergamasca per la prima volta nel ruolo di ente capofila, come gestore di un progetto che tocca tutti i nostri ragazzi dai 6 ai 13 anni per colmare il gap digitale. Attraverso una piattaforma web dedicata, i ragazzi e le loro famiglie avranno la possibilità di accedere a tutte le attività del progetto da qualsiasi Comune della provincia. Verrà offerto un supporto on line e in presenza per imparare a utilizzare le opportunità offerte dalla tecnologia con l'obiettivo di favorire l'apprendimento e l'inclusione. Con Digeducati offriamo al territorio un supporto concreto ai ragazzi e alle famiglie per evitare che il digitale diventi un ulteriore motivo di esclusione e isolamento».

Nel 2021 il territorio bergamasco beneficerà di risorse da Cariplo per 5 milioni di euro e si auspica anche da Regione Lombardia per altri 3 milioni. Avete già un'idea sulla loro destinazione?

«La scadenza per la presentazione di progetti emblematici è il 30 giugno 2021. I progetti dovranno essere immediatamente cantierabili, dovranno avere dimensioni significative e avere un impatto su un largo territorio. In termini economici dovranno dimostrare di avere, insieme al nostro intervento, la copertura finanziaria. Si tratta quindi di progetti che, prevedendo un considerevole investimento, devono avere una sostenibilità futura e importanti ricadute sul territorio».