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19/05/2020

Il dl Rilancio resta sulla carta Mancano i soldi per le mance

Il Giornale - Gian Maria De Francesco

IL CASO
La Ragioneria dello Stato non ha ancora dato il suo via libera. E Pd e M5s litigano sugli «aiuti» agli amici NODI DA SCIOGLIERE Sotto la lente dei tecnici anche le risorse per ecobonus e Cigs
«Ora la priorità è mettere a terra i 155 miliardi e attuare le misure», ha scritto ieri su Twitter il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ben consapevole che tra l'autorizzazione alla spesa votata dal Parlamento e il testo del dl Rilancio resta qualche discrepanza sulla quale la Ragioneria generale dello Stato sta avanzando alcune obiezioni. Di qui il blocco sostanziale del provvedimento. A Via XX Settembre continuano ad assicurare che entro oggi dovrebbe essere in Gazzetta Ufficiale (o quanto meno ricevere la bollinatura definitiva), ma è possibile che si attenda lunedì per mettere a punto gli ultimi dettagli. In realtà, la Ragioneria avrebbe dato già il proprio assenso al testo uscito da Palazzo Chigi mercoledì scorso, ma nel viaggio di ritorno verso i palazzi romani la solita «manina» ha inserito nuovi articoli e nuovi commi che ora ne fanno traballare l'impianto. Fonti Pd danno la colpa agli alleati Cinque stelle che avrebbero «gonfiato» alcune strutture di consulenza presso il ministero dello Sviluppo retto dal grillino Patuanelli. Accuse che vengono rispedite al mittente dall'M5s che accusa la componente di sinistra, dal ministero della Salute a quello della Difesa, di aver sfondato i limiti di spesa concordati. Il vero tema dirimente, però, è la cassa integrazione: lo stanziamento di 15 miliardi potrebbe non essere sufficiente se alcune aziende dovessero ricorrere alla possibilità di estendere l'ammortizzatore alle 18 settimane complessive concesse dal decreto nel caso in cui le 9 settimane massime fossero state già utilizzate prima della pubblicazione del decreto. E così lavoratori e imprese restano in attesa, appesi come in questi ultimi 45 giorni alle incertezze della maggioranza e alle difficoltà del premier Conte nel riuscire a portare a sintesi le diverse istanze. Il passaggio parlamentare non si annuncia facile: i renziani, ad esempio, già spingono per un allargamento di eco- e sismabonus al 110% anche alle seconde case. Un'ipotesi che potrebbe costare ben più degli 800 milioni che Gualtieri ha tenuto in serbo per gli «assalti alla diligenza» di Montecitorio e Palazzo Madama. Senza contare che i 7 miliardi già previsti per l'incentivo potrebbero non essere del tutto coperti. Il Pd, inoltre, vorrebbe tornare alla carica sulle «mance» alle amministrazioni locali in vista delle prossime elezioni comunali e regionali. È difficile pronosticare, allo stato dell'arte, uno sfaldamento della maggioranza, tuttavia iniziative estemporanee potrebbero determinare una interminabile serie di stop-and-go che riproporrerebbero le impasse che già si sono verificate sul dl Rilancio. Ad esempio, il sottosegretario all'Economia, Alessio villarosa (M5s) ha annunciato la presentazione di un emendamento al dl Imprese per la costituzione di una banca pubblica che possa erogare direttamente i finanziamenti alle imprese visto che, alla data di ieri, risultavano erogati mutui anticrisi alle imprese per un importo complessivo di 3,5 miliardi di euro, un ammontare esiguo rispetto alle dimensioni della crisi. Il vero banco di prova, tuttavia, sarà il prossimo giacché, teatrini a parte, la conversione dei decreti è imprescindibile. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è atteso al varco dal decreto semplificazioni (o Sblocca cantieri). I Cinque stelle e Italia Viva insistono per seguire il «modello Genova» affidando il ruolo di supercommissari alle opere cantierabili agli ad di Anas e di rete ferroviaria italiana per rilanciare investimenti su strade e alta velocità liberando una potenza di fuoco da oltre 100 miliardi e mettendo in quiescenza il Codice degli Appalti. Ma il Pd è troppo amico della burocrazia per dire sì. 15 Sono i miliardi di euro destinati al finanziamento complessivo di 9 settimane di cassa integrazione dal 23 febbraio al 30 settembre. Le imprese che hanno già esaurito il monte ore disponibile, però, possono chiedere una proroga di ulteriori 9 settimane. 7 Sono i miliardi di euro destinati al eco- e al sismabonus al 110% che copre fino a 60mila euro di interventi da effettuare sulla prima casa fino al 31 dicembre 2021. Italia Viva, tuttavia, spinge per estendere la misura anche alle seconde case per rilanciare il comparto edile 3,5 Sono i miliardi di euro di finanziamenti agevolati finora concessi con il decreto Imprese. L'esiguità delle erogazioni ha indotto il sottosegretario all'Economia Villarosa (M5s) a presentare un emendamento per costituire una banca pubblica che segua il dossier 110 Sono i miliardi di euro di investimenti in opere pubbliche che M5s e Italia Viva vorrebbero avviare con il prossimo decreto Sblocca Cantieri mettendo in soffitto il Codice degli Appalti. Il Partito Democratico, però, non è d'accordo sulla proposta e si profilano nuove spaccature

Foto: POKER FACE Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in questa foto con il volto coperto da una mascherina protettiva, cerca di nascondere le incertezze sui contenuti, sui ritardi e sull'efficacia del dl Rilancio e dispensa ottimismo, ma il crollo dell'economia è drammatico