scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
23/07/2021

Il dibattitoFanghi, immondiziee questioni irrisolt…

La Provincia Pavese

Il dibattitoFanghi, immondiziee questioni irrisolteCome sull'acqua non più bevibile del Ticino, i lettori tornano ricorrentemente sul tema dell'assedio di fanghi e immondizie varie. In Italia le soluzioni adottate per il loro smaltimento si possono riassumere nelle due modalità, l'una adottata dalla Campania e da altre regioni come il Lazio, l'altra dall'Alto Adige e da altre regioni, come la Lombardia. Nel primo caso si è scelto di esportarli in altre regioni o altri Stati disposti a smaltirli a pagamento, nel secondo di eliminarli in ambito regionale in quelli che vengono definiti termovalorizzatori. Nei quali vengono eliminati con varie modalità, via via perfezionate e migliorate, sino a risultare, nel più recente istallato in Alto Adige, con un impatto ambientale molto modesto. La scelta di esportare a pagamento i propri rifiuti risulta evidentemente solo un (costoso) rinvio delle scelta che fatalmente si impone: quella di eliminare la spazzatura nello stesso territorio che li produce, grosso modo a scala regionale, - puntando sui progressi delle tecniche relative. Lamentarsi senza indicare e possibilmente battersi per una soluzione, come nel caso dell'inquinamento del Ticino, mi sembra, in ogni caso, inutile.Giulio Guderzo. PaviaPaviaUn cartellopericolosoUscendo dalla palazzina della Croce Verde Pavese ci si immette sulla via Cazzamali. Sul marciapiede di questa strada, proprio in parallelo al camminamento, è stato posto su di un palo della luce un cartello che indica il nome della via. Purtroppo però questo cartello risulta molto pericoloso per i pedoni in quanto si trova a un'altezza di 170 cm. circa, al livello della testa delle persone. Lo sfortunato che involontariamente ci va sbattere contro minimo si frattura qualche osso facciale finendo all'ospedale. Venti giorni fa circa ho incontrato due vigili urbani e l'occasione mi ha dato modo di esporre loro il pericolo del cartello di via Cazzamali. Uno di questi vigili ha diligentemente preso nota della questione. Dopo venti giorni, però, il cartello è ancora là, pericolante: si sono limitati a mettere attorno al palo e al cartello un nastro bianco e rosso.Possibile che non si possa alzare questo cartello in modo da non essere a portata di naso? O forse si dovrà fare intervenire il Ministero dei lavori pubblici? E se qualcuno ci sbatte contro e finisce all'ospedale chi pagherà i danni? Il Comune?Giuseppe Lanfranchi. PaviaGenova 2001E se fosse mortoil carabiniere?Continuo a sentire nei vari notiziari celebrazioni dei fatti avvenuti ormai venti anni fa in piazza Alimonda a Genova. Continuo a chiedermi se fosse finita diversamente, cioè se a rimanere ucciso fosse stato il carabiniere: ci sarebbero state le stesse celebrazioni, dichiarazioni di cordoglio da parte delle autorità, pose di fiori ecc, o sarebbe già tutto dimenticato perché tanto un carabiniere stava facendo il suo lavoro e come tale potrebbe anche lasciarci la vita (fa parte dei rischi del mestiere)? Povera Italia! Michiedo se qualcuno ha il coraggio di condividere il mio pensiero o se dobbiamo continuare con queste ipocrisie.Guido Belloni. Casorate PrimoPavia / 2La proceduradifficile del bandoA seguito dell'articolo uscito il 17 luglio su La Provincia Pavese, a firma di Fabrizio Merli, circa il bando di Regione Lombardia per i centri estivi, ritengo opportuno chiarire alcuni punti omessi dall'articolo, che avevo invece già espresso durante il Consiglio Comunale di giovedì scorso. In primo luogo, è doveroso precisare gli Uffici dell'Assessorato all'Istruzione hanno svolto, al meglio, tutte le procedure che Regione Lombardia aveva dapprima indicato e successivamente annullato, per problemi tecnici non imputabili al Comune. L'iter del bando è stato infatti riattivato, con una data di inserimento dei dati diversa da quella inizialmente prevista. Il riavvio della procedura ha reso necessaria la revisione del materiale raccolto e un nuovo confronto con gli 8 partner che, insieme al Comune di Pavia, hanno partecipato al bando. Il 21 giugno, a seguito della laboriosa ma rapida predisposizione della nuova documentazione, per la quale comunque ringrazio gli Uffici, la medesima è stata presentata, poco prima dell'orario di chiusura, agli Uffici del sindaco Fracassi, il quale ha immediatamente apposto la firma come legale rappresentante del Comune. Il giorno successivo, alla riapertura degli Uffici, l'incaricata del procedimento presso l'Assessorato all'Istruzione ha così avuto modo di inserire la documentazione sul portale di riferimento di Regione Lombardia. I fatti si sono svolti così, e non è certo casuale che solo un capoluogo di provincia lombardo sia riuscito, quasi fortunosamente, ad aggiudicarsi il finanziamento: è la conferma che la modalità prevista dal bando presentasse delle criticità. Sono in molti a pensare, infatti, che questa debba assolutamente essere rivista, poiché premia il grado di velocità dei clic e non il contenuto dei progetti da finanziare. Sono certo che Regione saprà tenere in considerazione le segnalazioni ad essa inviate dai Comuni interessati al bando e rimasti esclusi per via dell'attuale metodo di selezione, e che saprà rimodulare, almeno per il futuro, criteri e procedure.Alessandro Cantoniassessore all'Istruzionedel Comune di PaviaLe registrazioni delle sedute di Consiglio sono a disposizione di tutti sul sito del Comune (www.comune.pv.it). Al minuto 52 e 46 secondi l'assessore Cantoni spiega che la pratica fu portata alla firma del sindaco "oltre le ore 14 di lunedì 21 che era giornata corta" e che quindi fu spedita alla Regione la mattina successiva, esattamente come ho scritto. Nel mio articolo si citano anche sia le difficoltà tecniche che l'esclusione di molti capoluoghi. (f.m.)