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02/10/2020

Il dehor resta dov ‘ era il Consiglio di Stato dà ragione al ristorante

La Gazzetta Del Mezzogiorno

OTRANTO SCONGIURATA LA RIMOZIONE
l OTRANTO. Il Consiglio di Stato dà ragione ai titolari di un ristorante ed il dehor allestito per la somministrazione dei pasti all ' aperto potrà rimanere lì dov ' è senza cambiare struttura e senza l ' obbligo che sia smontato a fine stagione. È la conclusione di una questione iniziata nel 2016 e che ha percorso tutti i gradi di giudizio. Il suo incipit con l ' ap provazione del regolamento comunale che stabiliva uniformità delle strutture che dovevano essere tutte realizzate in legno laccato di bianco. Per questa ragione la sostituzione del vecchio gazebo con il dehor previsto dal nuovo regolamento per l ' arredo urbano e l ' occupazione di aree pubbliche e private. La struttura è in pieno centro storico e la Soprintendenza ritenne che costituisse «con la sua sagoma, elemento di ingombro fisico e visivo tale da alterare la percezione delle quinte urbane». Perciò prescrisse la installazione di una pedana su cui disporre tavoli e sedie e la copertura con ombrelloni. Nel dispositivo del Consiglio di Stato si rileva che la modifica realizzata a seguito del regolamento comunale non mutava i volumi occupati e così come era previsto nella convenzione non era soggetta ad essere smontata ad ogni fine estate. Nei vari gradi di giudizio i titolari del ristorante sono stati assistiti dall ' avvocato Mauro Finocchito . La parola fine nella sentenza che chiarisce: «Deve ritenersi che nel gravato parere soprintendentizio non sia stata adeguatamente colta la circostanza che nell ' area in questione preesistesse una struttura volta ad ospitare i clienti all ' esterno del locale, per la cui realizzazione l ' originaria ricorrente aveva a suo tempo già conseguito tutti i titoli abilitativi, e che la nuova richiesta fosse semplicemente diretta a rinnovare la struttura adeguandola alle prescrizioni che il Comune aveva indicato». c.d.d. Le mura di Otranto