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20/07/2018

Il decreto terremoto ora è legge

QN - Il Resto del Carlino

APPROVATO VOTATO ALLA CAMERA DOPO IL PASSAGGIO IN SENATO
DIVENTA legge il decreto terremoto. Ieri alla Camera, dopo tre giorni di discussione sugli emendamenti, il testo è stato approvato così come uscito dal Senato, senza modifiche. Nessun voto contrario, 398 sì e 98 astenuti. Innanzitutto le scadenze vengono allineate al 31 dicembre 2018: stato di emergenza, invio della documentazione agli uffici speciali per la ricostruzione e presentazione delle schede Aedes da parte dei professionisti. Tra le novità principali, la sanatoria per abusi edilizi preesistenti al 24 agosto 2016 e l'aumento della soglia dell'importo dei lavori pubblici per la Soa (certificazione obbligatoria per partecipare alle gare d'appalto) da 150mila a 258mila euro per ampliare la possibilità di partecipare al mercato degli appalti pubblici alle ditte locali, molte delle quali ne sono provviste. Viene ampliato inoltre il numero delle stazioni appaltanti per superare una limitazione eccessiva dei soggetti attuatori, i Comuni. Ad esempio, oltre al capoluogo di provincia ci si potrà rivolgere anche all'unione montana. SONO state regolarizzate le strutture provvisorie realizzate dagli sfollati sui terreni di proprietà, un nuovo "salva Peppina" per casette, ma anche case mobili e roulotte. «Ci sono 1.200-1.300 casette che di fatto sono abusi edilizi - commenta l'onorevole della Lega Tullio Patassini, relatore in aula -. Con la rimozione a fine emergenza, si salvaguarda l'ambiente e non si fanno incorrere le persone in rischi penali». Per la ricostruzione privata sono state definite le procedure sia per condoni pendenti connessi a fabbricati danneggiati dal sisma sia per sanare le difformità in assenza di Scia, segnalazione certificata di inizio attività. Si potrà procedere con la Scia in sanatoria; i proprietari degli immobili potranno presentare, con la domanda di contributo, una segnalazione certificata pagando una sanzione tra i 516 e i 5.164 euro. Viene data inoltre la possibilità di chiudere le pratiche di condono ancora in corso. L'istruttoria della compatibilità urbanistica viene assegnata ai Comuni. «Questo decreto non sblocca la ricostruzione - conclude Patassini - né è la soluzione a tutti i problemi. E' parziale, ma siamo all'inizio e cominciamo a mettere dei paletti. Per una questione di tempistica non potevamo modificare il testo uscito dal Senato, ma lasceremo per i prossimi punti all'ordine del giorno questioni importanti come anticipare le spese ai professionisti, geometri e ingegneri, le cui parcelle vanno liquidate». Lucia Gentili © RIPRODUZIONE RISERVATA

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