scarica l'app
MENU
Chiudi
11/08/2020

Il credito cooperativoPronti ad accettareuna nuova…

Gazzetta di Mantova

Il credito cooperativoPronti ad accettareuna nuova sfidaL'integrazione di Ubi in Intesa San Paolo ha suscitato molteplici commenti, sui media locali e nazionali, ai quali vorrei aggiungere alcune considerazioni. Imprese bancarie di grandi dimensioni sono utili per l'Italia, per il ruolo che possono ricoprire in ambito nazionale ed europeo, ma rimangono fondamentali, in un contesto caratterizzato dall'attitudine al risparmio delle famiglie e dalla fitta presenza di iniziative imprenditoriali di dimensioni limitate, realtà bancarie caratterizzate da finalità, assetti proprietari e strutture decisionali originali e differenti, prossime (in ogni senso) ai clienti. L'adeguatezza di un sistema finanziario si deve anche commisurare al grado di pluralismo e di diversità che vengono proposti ai potenziali clienti. Lo confermano la letteratura, le autorità bancarie e il buon senso: la convivenza nel medesimo mercato di operatori diversi per dimensioni, complessità, approccio relazionale e struttura proprietaria è garanzia di concorrenza, libertà di scelta, stabilità del sistema e, in ultima analisi, di democrazia, non solo economica. In Lombardia hanno sede ventinove banche di Credito Cooperativo, cui aderiscono oltre duecentomila soci, con oltre un milione di clienti e quasi seimila collaboratori; sei sono insediate nella provincia di Bergamo e sette in quella di Brescia, laddove la presenza di Ubi è particolarmente e storicamente più consolidata. La fiducia dei lombardi nelle loro banche di comunità è dimostrata dalla massa della raccolta diretta (circa trentadue miliardi di euro, in costante crescita), e viene più che confermata in questi mesi di particolare difficoltà, quando si stanno affrontando le ricadute economiche di una congiuntura peggiore di quella post 2008. Si tratta di una presenza tangibile, che offre risposte ancora più concrete nelle fasi di maggior difficoltà: lo dimostrano ventisettemila moratorie e ventiduemila finanziamenti sino a 30mila euro, cui si aggiungono quelli superiori a tale soglia, le anticipazioni di cassa integrazione e tanto altro ancora. Se questi numeri dicono molto dell'impegno nell'ambito creditizio, anche sul fronte della missione sociale - nel pieno dell'emergenza Covid - le Bcc lombarde hanno confermato la loro vocazione nel sostenere ospedali e case di riposo, acquistare materiale sanitario, distribuire buoni per cibo e generi di prima necessità, aiutare onlus e associazioni di volontariato, acquisire materiali per assicurare la frequenza scolastica a scolari e studenti. Questo patrimonio di relazione con i soci - unici veri proprietari delle banche mutualistiche, volti noti uno per uno agli amministratori e al personale - e il forte radicamento nei territori devono naturalmente confrontarsi con sfide imprenditoriali e organizzative inedite. Da circa diciotto mesi l'organizzazione in gruppi bancari cooperativi ha preso vita.Ciò rafforza la stabilità delle Bcc (ognuna delle quali rimane titolare della propria licenza bancaria), assicura coerenza comportamentale e, tra l'altro, consente economie di scala che meglio potranno apprezzarsi nel futuro, senza che si debba determinare una corsa a processi di fusione se non per motivazioni di miglior servizio a soci, clienti consolidati e nuovi, comunità ed enti locali. Il nuovo assetto organizzativo di gruppo potrà essere perseguito più agevolmente se il quadro normativo che disciplina i gruppi bancari cooperativi e le Bcc - che ne sono azioniste e garanti - verrà adeguato per consentire l'applicazione di regole e modelli di vigilanza a banche mutualistiche che, sebbene di fatto "meno significative" sotto il profilo di vigilanza prudenziale, a tutt'oggi vengono disciplinate da norme scritte per le banche "significative". Su questo fronte siamo impegnati in ambiti istituzionali - nazionali e comunitari - per individuare soluzioni eque e proporzionate. È una battaglia, anche culturale, per salvaguardare un patrimonio che nel tempo ha contribuito in maniera indiscutibile alla costruzione del bene comune dell'Italia, perché vogliamo guardare avanti, in un'ottica - come sempre per noi - intergenerazionale. La crisi pandemica, infatti, sembra accelerare la realizzazione di un nuovo rapporto col territorio: la finanza geo-circolare - che raccoglie i risparmi in un territorio e lo reinveste in quello stesso territorio - è un'originale e preziosa esperienza italiana da valorizzare, che trova qui in Lombardia la sua massima espressione per volumi e varietà di realizzazioni. Nel contempo, l'organizzazione e la forza dei gruppi bancari cooperativi consentono una relazione ed una proiezione che non soffrono di confini locali.Particolarmente rilevanti appaiono le iniziative, caratterizzate da concreta sussidiarietà, come quelle in via di sviluppo in materia di welfare aziendale e territoriale: le mutue già consolidate - e quelle che nasceranno nei prossimi mesi "a fianco" di moltissime Bcc lombarde - costituiscono una forma modernissima e antica di auto-organizzazione solidale capace di rispondere a esigenze concrete in materia di salute, assistenza degli anziani e dei portatori di disabilità; uno strumento in più per affrontare i tanti risvolti della crisi demografica che colpisce anche la nostra regione. Grandi attese e frutti già interessanti offre il nostro impegno per promuovere il protagonismo e la progressiva responsabilizzazione dei giovani nei percorsi di studio e formazione, nella creazione di imprese, nel risolvere il problema dell'ingresso nel mondo del lavoro. Altro filone di impegno è la diffusione dell'uso di energie rinnovabili (le Bcc lombarde utilizzano da diversi anni energia verde tramite il proprio Consorzio Bcc Energia o altri fornitori) e promozione della mobilità elettrica. In questo specifico momento storico - nel quale ancora una volta siamo chiamati a rimboccarci le maniche e mettere le basi di una ripartenza capace di rigenerare una crescita più umana e sostenibile - ritengo dunque particolarmente importante difendere il fondamentale valore di tutti quei soggetti che fungono da agenti di sviluppo "dei" e "nei" territori: la realtà ci ha dimostrato come solo prendendosi cura delle comunità nelle quali viviamo possiamo guardare alle sfide, attuali e future, con fiducia e responsabilità. Alessandro Azzipresidente Federazione Lombarda Banche di Credito CooperativoSicurezza sul lavoroUna settimana neraper gli infortuniDopo il lockdown sono ripresi i lavori e con loro sono riprese le morti e gli infortuni sul lavoro: questo appartiene alla patologia del mondo del lavoro. Quella che sta per terminare è stato una settimana "nera" per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro nel nostro territorio.Gli ultimi in ordine di tempo si sono verificati in due aziende "storiche" di produzione dei prefabbricati in cemento dell'Alto Mantovano, venerdì 31 un grave infortunio presso la Martini Prefabbricati di Medole dove un operaio di 56 anni è stato travolto e schiacciato da un mezzo, mentre giovedì presso la Stai Prefabbricati di Acquanegra un operaio di 54 anni è stato colpito al bacino da un pesante stampo metallico; in tutti e due i casi sono in corso gli accertamenti per stabilire le responsabilità dell'accaduto. Come Filca-Cisl insieme alla Cisl chiediamo che si faccia luce sull'accaduto e sulla corretta applicazione delle norme previste per la sicurezza sul lavoro. Sono anni che e denunciamo la preoccupazione e lo sdegno per quanto è successo e richiediamo, ancora una volta, un'attenzione maggiore sulla prevenzione e sulla sicurezza nei cantieri. Le misure di prevenzione devono essere considerati come investimenti, non come costi. Il settore dei prefabbricati edili purtroppo si conferma uno dei più a rischio con un altissimo numero di infortuni e vittime ogni anno. La cultura della sicurezza deve essere sempre messa al primo posto, serve l'impegno di tutti attraverso un lavoro di sinergie tra aziende, lavoratori, associazioni di categoria e istituzioni per radicare sempre di più nel mondo del lavoro e nella società una vera cultura della sicurezza e della salute sul lavoro. In Lombardia ci sono stati da gennaio a maggio 36.434 denunce di infortunio contro i 31.455 del 2019; pertanto, le azioni di prevenzione, formazione e organizzazione dei cicli produttivi debbono essere parte integrante delle attività lavorative, e occorre una costante verifica e applicazione delle procedure e dei controlli. Inoltre, da tanto tempo chiediamo di intervenire sul sistema degli appalti, perché il ricorso al massimo ribasso porta sempre a tagliare i costi sulla sicurezza. Gli infortuni sul lavoro non sono mai una fatalità, ma un insieme di eventi precisi che ne determinano le dinamiche e le responsabilità ed è per questo che non va mai abbassato il livello di attenzione sull'applicazione e il rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza. Dino Perboni segretario generale Cisl Asse del Po Angelo Ribellisegretario generale regionale Filca-CislCastiglioneTanta perplessitàsulle parole di DaraCi lasciano particolarmente perplessi le dichiarazioni del vicesindaco Dara in merito alla recente pubblicazione del bando per affidare la progettazione per l'interramento dell'elettrodotto che attraversa Castiglione. Le perplessità derivano dal fatto che il vicesindaco con questa affermazione smentisce quanto dichiarato dal sindaco stesso che, a febbraio, in un incontro pubblico comunicò ai concittadini presenti l'esistenza di un progetto già commissionato dal Comune. L'unica cosa ormai che non ci lascia perplessi è la costante mancanza di trasparenza di questa amministrazione.Nicola Ferrariconsigliere comunale Castiglione delle StiviereAgire