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13/02/2021

Il Covid-19 non frena il bando Erasmus Gli studenti ripartono per i viaggi-studio

Il Piccolo di Trieste - Giulia Basso

«Massimo sforzo dell'Ateneo per garantire la mobilità internazionale», sottolinea il delegato Alberto Pallavicini Ora si atttende solo l'approvazione del regolamento
Giulia BassoI programmi di mobilità internazionale dell'Università di Trieste proseguono dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia. Dopo la sospensione delle partenze nel primo semestre l'ateneo ha pubblicato il bando per i tirocini Erasmus 2020-2021, e ora il bando Studio 2021-2022. Gli uffici per la mobilità internazionale hanno garantito supporto ai giovani che, nonostante l'emergenza sanitaria non sia ancora pienamente rientrata, hanno fatto comunque richiesta di partire in questo secondo semestre. «La Commissione europea non ha ancora ufficialmente promulgato il nuovo regolamento per il settennio 2021-2027, ma abbiamo deciso di pubblicare ugualmente il nuovo bando Erasmus+, sotto condizione e in attesa dell'approvazione del regolamento, per non ritardare le procedure», spiega Alberto Pallavicini, delegato del rettore alla Mobilità e alle relazioni internazionali. Al momento si sa soltanto che lo stanziamento dell'Ue per la programmazione Erasmus+ 2021-2027 crescerà dai 14,7 miliardi di euro del settennio 2014-2020 a 26 miliardi di euro. Il nuovo bando è strutturato come negli anni precedenti e si sta organizzando una presentazione virtuale aperta a tutti, che sarà pubblicizzata attraverso i canali istituzionali. Nel frattempo l'Ateneo si è riorganizzato per evitare per quanto possibile che siano penalizzati ragazze e ragazzi che a causa della pandemia non sono potuti partire per l'Erasmus: «Abbiamo fatto il massimo per agevolare gli studenti e per consentire ai vincitori di riprogrammare le loro mobilità, compatibilmente con le esigenze dei vari percorsi di studi», evidenzia Pallavicini, spiegando come finora dei circa 650 studenti che avevano vinto il bando solo un settimo sia riuscito a partire. Ma è difficile fare previsioni sui numeri definitivi, dato che le partenze sono ancora in corso perché alcune istituzioni partner cominceranno le attività didattiche più tardi.Dopo il blocco nel primo semestre, in questa seconda metà dell'anno accademico ci sono state alcune partenze, anche se i numeri sono molto ridotti: «Chi ha voluto partire comunque per l'Erasmus, nonostante il nostro consiglio di attendere o di posticipare all'anno prossimo, in questo secondo semestre ha potuto e potrà farlo: abbiamo mantenuto la parola, perché c'erano studenti che per ragioni legate al percorso di studi non avrebbero potuto posticipare l'esperienza», racconta Pallavicini. Oltre all'Erasmus Studio sono ripartiti anche i programmi di mobilità per tirocini curricolari e post laurea. Vista la situazione estremamente fluida l'università fa firmare alla partenza una liberatoria, in cui lo studente dichiara di essere al corrente della situazione pandemica: «Vanno monitorate le regole per l'accesso nei diversi paesi, che cambiano molto spesso, e ci sono rischi connessi a spese sostenute non rimborsabili. Nonostante tutto abbiamo circa un'ottantina di ragazzi in mobilità all'estero in questo momento», sottolinea. Ai vincitori del bando è stata inoltre data un'altra possibilità: se l'ateneo di destinazione garantisce un numero adeguato di insegnamenti e di esami online, gli studenti possono fare un Erasmus a distanza, rimanendo in Italia, ma senza borsa di mobilità. Sono pochissimi però gli studenti che hanno scelto quest'opzione: il rischio è quello di un ritardo di carriera per la possibilità di fare solo alcuni esami tra quelli previsti. Quanto ai programmi di scambio con la Gran Bretagna, attualmente è ancora possibile svolgere attività di tirocinio nell'ambito dell'Erasmus. Ma sui nuovi programmi di mobilità post-Brexit al momento si sa davvero poco: «Sappiamo soltanto che il progetto si chiamerà "Turing Scheme"», conclude Pallavicini. --© RIPRODUZIONE RISERVATA