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19/12/2018

Il costruttore “Così facendo si distrugge l’occupazione Pensino alle gare d’appalto

La Repubblica - m.fv

Intervista
ROMA «Chiedere aiuto all'esercito è solo una scorciatoia per tagliare qualche nastro». Nicolò Rebecchini, da un anno e mezzo presidente dei costruttori romani, si dice «basito».
«Quell'emendamento è un brutto regalo di Natale», afferma. Per altro inaspettato: «Abbiamo parlato con l'assessore ai lavori pubblici del Campidoglio appena una settimana fa. Non ci ha detto nulla». Cosa significa per voi affidare le riparazioni delle strade al genio militare? «È una scelta inspiegabile che decreta la fine totale di un sistema produttivo cittadino e, per di più, sancisce l'incapacità di questa giunta di portare a termine le gare d'appalto. Da oltre due anni sono fermi 80 milioni sulla grande viabilità della città oltre a 220 milioni di gare su manutenzioni varie. Ora si pensa all'esercito».
Uno schiaffo alle imprese romane? «Quando il Comune bandisce una gara sulla manutenzione stradale attualmente arrivano 400 offerte.
C'è fame di occupazione, ancora di più oggi dopo che negli ultimi 5-6 anni soltanto nella capitale si sono persi 60.000 posti di lavoro.
Possibile che il Comune non si renda conto di questa situazione?».
La sindaca ha parlato di una grande vittoria per la città.
«Piuttosto è una sconfitta, la dimostrazione dell'incapacità di risolvere un problema».
L'esercito garantirebbe efficienza e rapidità, è d'accordo? «Non credo che l'esercito sia in possesso della qualità necessaria per intervenire in materia. E poi 60 milioni per riparare le strade non bastano». Quanti ne servirebbero? «Per fare una vera manutenzione a Roma servono quasi 1,5 miliardi di euro, magari in 4-5 anni. Serve un grande piano che aiuti la città a uscire da un degrado sotto gli occhi di tutti. Ci aspettavamo una politica più lungimirante».
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L'imprenditore Nicolò Rebecchini Presidente dei costruttori romani, ha più volte denunciato la paralisi delle gare d'appalto