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28/06/2019

«Il Consorzio Rsu sapeva la vita della discarica»

Il Gazzettino

HA TESTIMONIATO IL TECNICO RESPONSABILE DELL'IMPIANTO DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI
TRIBUNALE
ROVIGO Il Consorzio Rsu ha saputo con almeno sette mesi d'anticipo quando la discarica di Villadose Taglietto Zero sarebbe giunta a fine vita. A spiegarlo è stato ieri, a Palazzo di Giustizia, Federico Milani, chiamato dall'accusa come testimone nel processo, avviato ormai oltre tre anni fa, incentrato sull'affidamento senza gara alla Daneco dei lavori da 2,8 milioni della rimozione dei rifiuti dalla vasca di Taglietto Uno, collocandoli temporaneamente sulla sommità di Taglietto Zero.
L'ACCUSA
Secondo la Procura, la modalità di assegnazione dell'intervento avrebbe violato le norme sugli appalti, motivo per cui si trovano accusati dell'ipotesi di reato di abuso d'ufficio, dal presidente ai membri del cda del Consorzio Rsu del 2012, quando fu approvata la delibera: Pierluigi Tugnolo, Laura Bombonato, Roberto Bonato, Moreno Cezza, Luigi De Falco, Bella Furlan, Luca Ghedini e Marco Martelli, oltre a Bernardino Filipponi, legale rappresentante della Daneco.
Ieri mattina il teste ha spiegato come lui si occupasse della conduzione del processo di smaltimento e riciclaggio alla discarica, in qualità di tecnico responsabile dell'impianto di trattamento. Seguiva accuratamente i processi di bonifica, si occupava anche della sicurezza dell'impianto e trimestralmente compilava i documenti per la segnalazione dei volumi residui.
Sulla base di questi atti, richiesti per legge, Milani, classe 1965 e originario di Ferrara, ha spiegato come già a ottobre avesse informato come il successivo marzo, Taglietto Zero sarebbe arrivata a fine vita. Attraverso questo, il pm Francesco D'Abrosca potrebbe convincere il Collegio che ci fossero le tempistiche per dirottare i rifiuti, in via emergenziale, alla discarica di Sant'Urbano, anziché approvare l'avvio di un cantiere come quello affidato alla Daneco.
Nei prossimi mesi saranno sentiti ulteriori testimoni, i quali, soprattutto quelli proposti dalla difesa, potrebbero in realtà convincere i giudici di come non ci fosse alcuna possibilità di evitare quella operazione con Taglietto Uno.
Alberto Lucchin