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09/10/2018

Il Consiglio di Stato fulmina Apam: via gli scuolabus dai Comuni veneti

Gazzetta di Mantova - IGOR CIPOLLINA

Ma l'azienda pensa all'annullamento della sentenza «I giudici non hanno risposto al nostro quesito principale» LA decisione
La bocciatura è piovuta inattesa sulla scrivania di Apam, che adesso si trova con una ventina di scuolabus nuovi in garage e senza più il servizio di trasporto scolastico in quattro Comuni veneti: Valeggio sul Mincio, Sommacampagna, Sona e Castelnuovo del Garda, tutti sotto l'insegna della stessa Centrale unica di committenza. Inattesa, la sentenza del Consiglio di Stato, perché, letta con le lenti di Apam, non risponde al motivo principale del ricorso: non ce n'è traccia. Per questo l'azienda sta valutando quella che in avvocatese si chiama "revocazione delle sentenza".In ballo c'è un appalto da 2,2 milioni di euro per tre anni, con possibilità di rinnovo per un importo complessivo di 5,3 milioni. Ad aggiudicarselo, nell'agosto del 2017, era stato il raggruppamento temporaneo d'imprese formato da Apam e SolCo trasporti. Poi si era messo di traverso il terzo in graduatoria, il raggruppamento che allaccia Consorzio Eurobus Verona e Autoservizio Pasqualini: disciplinare di gara alla mano, le due aziende hanno chiesto al Tar di Venezia di escludere il secondo classificato (Sabato Viaggi), perché carente dei requisiti necessari, e di annullare anche l'aggiudicazione ad Apam e SolCo perché alla data d'inizio del servizio, il 1° settembre 2017, non avevano ancora fornito i nuovi mezzi dichiarati, disattendendo l'impegno a immatricolarli per tempo. Tant'è che i quattro Comuni hanno dovuto stipulare un contratto ponte con le ditte. Interpretazione condivisa dal Tar, che ha sfilato il servizio ad Apam per affidarlo a Eurobus e Pasqualini.E si arriva così al ricorso davanti al Consiglio di Stato, costruito dai legali dell'azienda mantovana attorno a due motivi: uno, l'intempestività del ricorso contro il secondo classificato; due, l'intempestività del ricorso contro la stessa Apam e la legittimità della sua ammissione alla gara. Fuor di burocratese, chiedeva l'azienda se il fatto di non avere in garage gli scuolabus al momento dell'aggiudicazione fosse motivo sufficiente ad annullare l'affidamento. I giudici hanno valutato tempestivi entrambi i ricorsi, ma nulla hanno detto rispetto all'altra questione. Per questo adesso Apam sta pensando alla revocazione della sentenza, davanti a una sezione altra dello stesso Consiglio di Stato.Intanto all'orizzonte si accavalla più di un interrogativo. Cos'accadrà ora al servizio nei quattro Comuni veneti, che in attesa del Consiglio di Stato avevano, di fatto, lasciato le cose com'erano? E i 28 autobus acquistati da Apam? «Non sono ancora tutti arrivati - risponde l'azienda - verificheremo cosa fare per quelli già acquistati. Potremmo mandare in prepensionamento i veicoli più vecchi impiegati in altri servizi scolastici, e usare quelli nuovi. In ogni caso, considerando che l'errore l'ha commesso la Centrale unica di committenza, ci riserviamo di chiederle i danni sugli investimenti». E poi c'è ancora da giocare la carta della revocazione. --IGOR CIPOLLINA BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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