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15/07/2018

Il Consiglio di Stato boccia i ricorsi per il lido Iride

La Nuova Sardegna

L'appalto della rinascita della struttura resta nelle mani della Spf multiservizi I magistrati di Roma negano l'appello: «Non c'è pregiudizio grave e irreparabile» platamona
di Salvatore SantoniwSASSARILa riqualificazione del lido Iride può proseguire. Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalle prime due classificate nella graduatoria per l'assegnazione dell'appalto della Regione. Il collegio di magistrati ha accolto la posizione della ditta sassarese Spf multiservizi - rappresentata dagli avvocati Luigi Azzena, Renato Margelli ed Emanuele Quirino Meloni - che nelle scorse settimane si è aggiudicata la riqualificazione del compendio balneare di Platamona. «Ritenuto, ad una sommaria deliberazione - si legge nell'ordinanza numero 3224 del 13 luglio 2018, riferita al ricorso presentato dalla coop Sma - che l'appello cautelare, oltre a non enucleare sufficienti elementi di fumus boni iuris, non appare assistito, nella comparazione degli interessi in giuoco, dal pregiudizio grave ed irreparabile, essendo intervenuta la concessione demaniale con determina numero 962 in data 8 maggio 2018». Stessa formula per il ricorso della Balà Srl ma con un'aggiunta in coda: «e difettando peraltro un interesse concreto dell'appellante, in quanto seconda graduata». La battaglia legale era cominciata lo scorso mese di dicembre, dopo che il servizio Demanio e patrimonio dell'assessorato regionale degli enti locali aveva pubblicato la graduatoria provvisoria consegnando virtualmente le chiavi dell'Iride a una coop di Porto Torres, la Sma. Ma durante le verifiche era emersa una simbiosi sospetta con la seconda classificata, la Balà Srl. Di qui la scelta della Regione di escludere le due ditte per «ritenuto collegamento funzionale». E a cascata la decisione delle due ditte di impugnare l'esclusione davanti al Tar, che però aveva respinto le domande cautelari ritenendo - almeno a un primo esame - corretto l'operato degli uffici regionali. Scartate le prime due offerte, la Regione aveva messo i ruderi dell'ex lido Iride nelle mani della terza classificata, la Spf multiservizi Srls, giovane società che controlla una cartoleria nel centro di Sassari. Il 98 per cento delle quote della multiservizi è detenuto dall'imprenditrice sassarese Fabiana Denurra, che è anche l'amministratore della Sdp, la coop che si occupa dell'accoglienza dei migranti. E che ora, alla luce delle ultime ordinanze del Consiglio di Stato, potrà gestire (tramite la Spf multiservizi) anche la rinascita del lido Iride. Sempre che il Tar non sovverta completamente il giudizio cautelare quando e se la vicenda arriverà al giudizio di merito.

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