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05/11/2018

«Il condono per Ischia è stato un errore Ora un’assicurazione per le aziende»

Il Messaggero - Simone Canettieri

L'intervista Edoardo Rixi
IL VICEMINISTRO LEGHISTA ALLE INFRASTRUTTURE: «BISOGNA PENSARE ALLA PREVENZIONE ANCHE CON POLIZZE DETRAIBILI PER LE IMPRESE»
Eoardo Rixi, viceministro delle infrastrutture, che ore sta vivendo la sua Liguria? «Momenti drammatici come il resto d'Italia, purtroppo. In Liguria, i danni più ingenti si sono verificati nella zona intorno a Portofino con gravi smottamenti, poi anche Santa Margherita e Rapallo sono state colpite. Domani (ogg-ndr) sarò in Prefettura a Genova per la quantificazione dei danni. A spanne parliamo di 30 milioni. Ma ci sono anche i danni economici: stabilimenti balneari distrutti, 300 natanti ribaltati». Purtroppo ogni anno ormai è così: maltempo, danni e, sempre più spesso, morti. Possibile che il governo del cambiamento non riesca a invertire questo trend? «Secondo me, e lo dicevo quando ancora non ero viceministro, serve una grande assicurazione per le aziende. Non possiamo pensare di creare un'aleatorietà in Italia. Non può essere un maltempo a mettere in ginocchio intere economie». Si inizierà a parlare finalmente di soluzioni sistematiche? «Sì, me lo auguro, sull'emergenza siamo bravi, i problemi poi riguardano il lungo periodo e, soprattutto, la prevenzione. Serve appunto dotare le imprese di un'assicurazione, detraibile, che le scudi da questi imprevisti, chiamiamoli così». Il Pd in queste ore vi sta rinfacciando il condono a Ischia. «Il Pd deve stare zitto: sono 18 anni che tengono ferme le pratiche dei cittadini, parlo del condono del 2003, i cittadini pagarono per mettersi in regola ma le pratiche si fermano per colpa della burocrazia». Ma non è stato un errore inserire il condono di Ischia nel dl-Genova? «Sono d'accordo sull'errore, e l'ho detto subito. Ma se una Regione si mette di traverso e maree di pratiche non hanno seguito diventa una situazione pazzesca. Non sono favorevole al condono, ma anche far finta di non vedere le cose e passare avanti non serve». Il vostro alleato, il M5S, era storicamente contrario. Poi ha cambiato idea: perché secondo lei? «A me la cosa non è piaciuta: in Svizzera non sarebbe successo. Ma in Svizzera non accade che dopo il terremoto, le case aspettano mesi se non anni per essere ricostruite. Il problema è il codice degli appalti. Anche a me il Pd dice che Bucci a Genova ha troppi poteri, ma se non li avesse tutto quello che stiamo facendo per rimettere in piedi la città non ci sarebbe». In queste ore però il dibattito gira molto sul condono a Ischia, collegio elettorale di Luigi Di Maio. «E' vero era il collegio di Di Maio, ma a dirla tutta certi esponenti di Forza Italia erano più favorevoli dei grillini. Speriamo che certi obbrobri non vengano ricostruiti. Poi a me non piacciono i condoni né altro. Ma nel Centro Italia la situazione è drammatica: il catasto è ancora fermo al Novecento, dal punto di viste delle carte, c'è un problema strutturale di risposte». Serviva la tragedia di queste ore per vedere il governo Lega-M5S compatto? «Nelle difficoltà non si dovrebbero compattare solo i governi, ma tutte le istituzioni. Mi dispiace che sul decreto Genova non ci sia stata unità, ma solo no di carattere ideologici. Anche se ci sono state eccezioni». Tipo? «Su Genova Fratelli d'Italia ha dimostrato una forte volontà di dialogo. Spero che quando ci saranno da approvare le misure per Liguria, Veneto, Sicilia e le altre aree colpite ci sia in generale maggiore coesione». Il partito della Meloni sembra dialogare anche su altro, tipo il decreto sicurezza. «Vedremo». Dunque per vedere ridividere il governo dovremo aspettare la decisione sulla Tav? «Oggi parliamo di questi eventi calamitosi, per favore».

Foto: Edoardo Rixi


Foto: (foto LAPRESSE)

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