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05/10/2018

Il concorrente all’appalto deve garantire trasparenza

ItaliaOggi - Eugenio De Carlo

Con la recente sentenza n. 550 depositata il 24 settembre scorso, la sez. V del Consiglio di stato ha affermato che «i principi di lealtà e affi dabilità professionale dell'aspirante contraente presiedono in genere ai contratti e in specifi co modo, per ragioni inerenti alle fi nalità pubbliche dell'appalto e dunque a tutela di economia e qualità della realizzazione, alla formazione dei contratti pubblici e agli inerenti rapporti con la stazione appaltante». Infatti, ogni concorrente all'appalto deve segnalare tutti gli eventi della propria vita professionale potenzialmente rilevanti per il giudizio della stazione appaltante in ordine alla sua affi dabilità quale futuro contraente e ciò a prescindere dalla fondatezza, gravità e pertinenza di tali episodi. La mendacità (o anche la mera omissione) della dichiarazione comporta l'esclusione dalla gara ai sensi dell'art. 75, dpr n. 445/2000, e dell'art. 45, direttiva 2004/18/Ue (par. 2). Detti principi valgono anche in caso di vicende soggettive societarie posto che l'art. 2504-bis, comma 1 c.c., sancisce che la società risultante dalla fusione o quella incorporante assume i diritti e gli obblighi delle società partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti anteriori alla fusione, per cui in capo all'incorporante sussistono gli obblighi dichiarativi e le possibili conseguenze espulsive previste dal dlgs n. 50/2016, anche con riferimento alle società partecipanti alla fusione. Il collegio, quindi, ha sentenziato che un conto è l'ammissibilità del concorrente valutato sotto il profi lo dei suoi precedenti penali, un conto è la sua ammissibilità valutata in base alla lealtà, all'affi dabilità e al fair play con la stazione appaltante, il cui corollario principale consiste nell'anzidetto obbligo dichiarativo. Nel caso di specie, poi, essendo intervenuta una transazione tra l'appellante e il comune resistente, posto che detta transazione non conteneva alcuna ammissione di colpa, erano impregiudicate le valutazioni del seggio di gara.

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