scarica l'app
MENU
Chiudi
14/07/2020

Il Comune si aggiudica la battaglia del tennis

Il Giornale di Vicenza

LA LUNGA LITE. La società Premier contestava il bando per la Piarda
Il Consiglio di Stato ha respinto l'ennesimo ricorso
Il concetto di base è semplice: ricorso respinto, fine della questione. Anche se nella sentenza la formula è decisamente più articolata: "Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso per revocazione, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile". E inoltre "condanna la ricorrente al pagamento, in favore dei resistenti Provincia di Vicenza e Comune di Vicenza, delle spese di lite del giudizio, che liquida in euro 7 mila complessivi per ciascuno di essi, oltre Iva e Cpa se dovute". Sembra dunque essere davvero arrivata al punto finale la battaglia legale dei campi da tennis della Piarda, al centro di un contenzioso che si trascina da anni tra la Premier sport team da una parte, e Comune e Provincia dall'altra, dopo la pubblicazione, tre anni fa, di un bando pubblico per l'individuazione dei gestori degli impianti. La parola fine pareva in realtà già essere stata messa dal Tar, ma i privati hanno risposto con un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato. Che un anno fa lo aveva già respinto. A quel punto la società ha presentato però un nuovo ricorso per revocazione, ma la decisione dei giudici è stata la medesima. La vicenda è complessa. Nella primavera del 2017 il Comune pubblicò un bando di concorso per l'assegnazione dell'impianto ex Gil alla Piarda che era stato gestito fino a quel momento dalla società Tennis Palladio '98, con concessione in scadenza in agosto. Vi furono notevoli proteste, da più parti, per alcune clausole previste nel bando, che venne rimodulato e riproposto in luglio con alcune modifiche. La società Premier sport team ssd presentò ricorso al Tar, e la Provincia, stazione appaltante, congelò il bando. Nel frattempo venne data una proroga alla Tennis Palladio per la prosecuzione dell'attività. A maggio 2019 il Tar diede ragione al Comune, che a quel punto affidò la gestione alla Palladio, vincitrice del bando. La Premier che, va precisato, non aveva partecipato al bando di gara, però, si è rivolta al Consiglio di Stato, ritenendo che il Tar non avesse esaminato correttamente la vicenda. Due i requisiti richiesti dal bando e contestati dalla società: l'aver organizzato negli ultimi 5 anni due tornei Atp e il dover essere affiliati alla Fit. Per il Comune il bando era regolare e non discriminatorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA