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16/02/2021

Il Comune mette all’asta locali vuoti della Galleria

Libero - ENRICO PAOLI

Forza Italia critica: più attenzione alle attività in crisi
Bando per spazio Cobianchi e sala dell'orologio: previsti teatro cabaret, ascensore panoramico e aula conferenze
■ La Galleria Vittorio Emanuele II, nella visione dell'assessore comunale al Bilancio, Roberto Tasca, resta uno dei punti qualificanti del bilancio di Palazzo Marino. Con i nuovi bandi (sala dell'orologio e spazio Cobianchi in testa) l'amministrazione comunale immagina già la ripartenza, nonostante l'emorragia di marchi storici. Nelle ultime settimane tre insegne di lungo corso hanno spento le luci, dimostrando come la crisi sia stata più forte della tradizione. «Dopo un anno difficile per tutte le attività commerciali e imprenditoriali», ha spiegato Tasca, «intendiamo ripartire con i bandi, che saranno numerosi e sui quali abbiamo segnali importanti di un interesse che segnala una ripresa». Aspettiamo i risultati. Nel frattempo l'amministrazione comunale ha predisposto i nuovi bandi per gli spazi in Galleria. Tra i luoghi che potrebbero riaprire al pubblico, attraverso la gestione di privati, c'è la storica Sala dell'Orologio, posta sopra l'ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, con vista su piazza Duomo. Uno spazio di 1.860 metri quadri divisi tra la terrazza panoramica e la sala principale, già oggetto di restauro conservativo con i suoi pavimenti originali in seminato alla veneziana e la centrale di regolazione degli orologi pubblici datata 1932. Il bando per la sua concessione prevede un canone di affitto a base d'asta di 490mila euro annui. Altro spazio da recuperare è il Cobianchi, l'ex Albergo Diurno di oltre mille metri quadrati. La proposta formulata al Comune prevede la realizzazione di ingenti opere di riqualificazione edilizia e impiantistica, oltre a quelle necessarie per il recupero e la conservazione dell'arredo storico vincolato presente negli spazi, per un importo stimato in 1,8 milioni di euro. Il canone annuo è valutato in 200mila euro. Novità anche per le librerie Feltrinelli, cui si accede dall'Ottagono della Galleria e da piazza Duomo, che cederanno al Comune una porzione della volumetria attuale. Per i 149 metri quadri di quello spazio, ci sarebbe l'interesse da parte del ristorante Savini per trasformarlo in teatro-cabaret. Mentre altri 100 metri quadri saranno nella disponibilità del Comune per la creazione di un meeting-point civico, come lo era in passato il vecchio "Urban Center". Sin qui il quadro d'insieme. Entrando nello specifico dell'operazione il consigliere comunale di Forza Italia Alessandro De Chirico ha fatto notare come «le linee per la valorizzazione degli spazi commerciali della Galleria sarebbero dovute passare dal Consiglio comunale perché i bandi vengono ormai assegnati al maggior offerente e per le botteghe storiche, a conduzione familiare, è impossibile tener testa alle multinazionali». La questione non è secondaria. «Da mesi chiediamo di convocare un tavolo di confronto con l'associazione Salotto di Milano», ha chiosato l'azzurro, «per affrontare il tema dei rinnovi delle concessioni, per capire meglio le criticità delle famiglie che hanno investito nelle loro attività oggi sfiancate dalle serrate governative e per impedire che la Galleria si trasformi in un centro commerciale di lusso». «Era molto meglio far gestire la Galleria da una Fondazione», gli ha fatto eco il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, Fabrizio De Pasquale, «con proprietà comunale ma gestione privata, come fosse un grande centro commerciale e culturale. Con il Comune gestore i lavori durano secoli, e l'amministrazione è poco flessibile, pretende gli stessi affitti non tenendo conto che da un anno non passano turisti davanti le vetrine. Gli spazi culturali sarebbero funzionanti da cinque anni se il Comune avesse realizzato meglio gli impianti di condizionamento area, e l'Urban Center esisteva già se non l'avesse chiuso proprio l'assessore Tasca». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: La Galleria Vittorio Emanuele (Ftg)