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23/05/2020

Il Comune e la Guerrato trovano l’accordo su 59mila euro

Il Gazzettino

CHIUSO IL CONTENZIOSO CON LA SOCIETÁ CHE AVEVA RICEVUTO L'APPALTO PER RIQUALIFICARE GLI EDIFICI DA CLAUDIO-BORDIN
MONTEGROTTO
Si è definitivamente concluso il contenzioso fra l'amministrazione comunale e la ditta Guerrato Spa, che nel 2010 aveva sottoscritto un contratto per la fornitura di energia elettrica. Le parti hanno infatti siglato un accordo transattivo che evita il ricorso al giudice e mette la parola fine a una intricata vicenda che aveva provocato nel tempo anche roventi polemiche politiche. Alimentate dal fatto che il maxi appalto ventennale, per un totale di sedici milioni di euro, ottenuto dalla Guerrato e riguardante lavori di riqualificazione energetica degli edifici comunali e degli impianti di illuminazione pubblica, era entrato nel calderone dell'inchiesta sulla tangentopoli delle Terme per il quale l'allora sindaco Luca Claudio e il successore Massimo Bordin erano finiti nei guai.
L'ultimo capitolo, prima della recente conclusione, risale allo scorso luglio, quando il Comune staccò un assegno pari a 309mila euro a saldo di una serie di forniture di cui l'impresa di Rovigo denunciava il mancato versamento. «Dopo un attento esame da parte degli uffici comunali dichiara il sindaco Mortandello è risultato che la somma richiesta corrispondeva effettivamente all'energia erogata. Rimaneva aperta la questione degli interessi di mora continua il primo cittadino per una cifra totale di 411mila euro». Per evitare che il contenzioso arrivasse in tribunale il giudice aveva invitato le parti a percorrere la strada dell'accordo bonario. E così il Comune verserà ulteriori 59mila euro e la Guerrato rinuncerà a ulteriori rivendicazioni.
«Abbiamo sanato e chiuso una situazione imbarazzante ereditata dal duo Claudio-Bordin per un appalto milionario che li vedeva coinvolti per avere percepito tangenti - sottolinea il sindaco - E non hanno neppure onorato gli obblighi contrattuali che ora noi stiamo rispettando». Nello specifico, Luca Claudio, in una memoria difensiva inviata ai giudici nel 2016, aveva ammesso di avere chiesto una mazzetta pari al 15% sull'importo complessivo dell'appalto. Contratto che nel 2015 venne revocato dal commissario prefettizio Aldo Luciano, insediatosi dopo le dimissioni di Bordin. La Guerrato rispose con un decreto ingiuntivo per 320.858 euro. Cifra poi scesa, come detto, a 309mila: una riduzione dovuta allo stralcio di altre fatture contestate e a un complessivo ricalcolo della somma rivendicata dalla ditta. Gli ultimi 59mila euro chiudono ora la partita.
Eugenio Garzotto