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28/07/2021

Il Comune è la chiave di volta per attuare i progetti del Pnrr

MF

Il punto di vista di Giuseppe Sala
Secondo il sindaco di Milano, le amministrazioni locali devono attrezzarsi per diventare le migliori stazioni appaltanti degli interventi finanziati dai fondi europei
Evero che Milano ha la borsa dal 1808 aperta ai principali gruppi finanziari, ma sono d'accordo che alcune cose devono cambiare. Non dobbiamo cadere nella facile retorica del nulla sarà più come prima, e solamente subire questa pandemia, ma trovare una via di crescita. Dobbiamo condividere i concetti di efficienza e trasparenza che poi sono abbastanza semplici. Però ognuno deve fare la sua parte e questo è molto milanese, molto ambrosiano. Per me è una filosofia di vita e di lavoro. Sulla base di questa premessa, vorrei spiegare che cosa farò io e cosa farà Milano, perché questo è il punto fondamentale. La finanza rappresenta per la nostra città un patrimonio di talenti e di ingegno. E nessuno lo mette in dubbio, e io francamente vedo nella finanza anche un sano istinto al cambiamento. I 221 miliardi del Pnrr sono una cifra enorme, uno stanziamento che dovremo conquistare progetto per progetto. E qui è il punto fondamentale. Se non mi sbaglio, ma non credo, l'anno scorso sono stati investiti 5 miliardi centralmente, quindi con spesa e investimenti partiti dai ministeri. Questa è stata la capacità di investimento centrale. Quindi, non è un atto di generosità dare i fondi del Pnrr alle amministrazioni locali: è l'unica via, l'unica possibilità. Però le amministrazioni locali devono farne buon uso. E qui comincia il percorso che stiamo facendo a Milano. Che cosa devono fare gli amministratori locali e a che cosa sta preparandosi Milano? I progetti devono andare in direzioni ben definite nei settori che vengono indicati dall'Europa. Non si può investire dove si vuole, ma bisogna trovare i percorsi su cui l'Europa concede questa apertura di credito. Inoltre bisogna fare in fretta, perché questi soldi vanno investiti entro il 2026-2027, quindi le città e le regioni non devono tirar fuori dal cassetto i libri dei sogni ma portare al governo, che gestirà poi questi fondi, dei bandi e dei progetti già in fase definitiva. Ed è questo il mio impegno quando chiederò soldi per allungare le metropolitane, per comprare autobus elettrici, per lavorare sull'edilizia popolare, per migliorare il profilo energetico. Lo farò avendo progetti che sono pronti per essere trasformati in fase esecutiva. E infine la questione fondamentale. Dato il sistema degli appalti pubblici oggi in vigore, è necessario che le amministrazioni locali siano delle buone stazioni appaltanti. Venendo da un'esperienza manageriale e conoscendo la finanza, la prima domanda che ho fatto agli uffici quando sono stato eletto sindaco è stata: quanto possiamo investire all'anno? Da allora a oggi è aumentata enormemente quella capacità di investimento, che non vuol dire solo avere buoni progetti ma anche disporre di un'avvocatura efficiente che sa reagire al ricorso inevitabile in ogni gara pubblica, e potere contare su uffici tecnici che, se necessario, cambino il progetto. Significa in pratica avere una macchina in grado di far tutto questo. La mia promessa è di avere preparato questa macchina. Quello che farò riguarda molto l'ecologia e non perchè sogno una vita bucolica, ma perché penso, da ecologista, che bisogna mettere mano, prima che sia troppo tardi, alla questione ambientale e anche perché so che i finanziamenti andranno lì, come indica, per esempio, la raccolta straordinaria fatta da Blackrock, il principale asset manager mondiale, con il nuovo fondo Esg. È evidente che c'è un'opportunità, anche dal punto di vista finanziario, e non dobbiamo perderla. Milano promette di seguire questo percorso fatto di trasformazione ambientale e digitale, di più equità sociale. Io sono molto in linea con quanto ha auspicato Paolo Panerai, e prometto che farò la mia parte con il massimo impegno.

L'OPPORTUNITÀ DEL NEXT GEN EU

di Paolo Gentiloni Siamo finalmente all'inizio della fase operativa di Next Generation Eu, iniziativa straordinaria di una Unione Europea che emette un debito comune per un obiettivo comune. Sarà un'occasione straordinaria, perché non solo sono tanti soldi, circa mille miliardi tra Next Generation EU e altri strumenti, e in modo particolare per l'Italia, ma sarà anche una grande occasione per l'insieme dell'Unione europea, come si sente dire sempre più frequentemente anche dall'altra sponda dell'Atlantico. Un'occasione per ricostruire migliorando le nostre economie e le nostre società. Per l'Italia sarà anche un'occasione unica per liberarsi da una cappa ventennale di bassa crescita. Non siamo ancora fuori dalla pandemia e questo credo debba essere tenuto presente. L'economia anche nel primo trimestre di quest'anno nell'eurozona ha conservato un leggerissimo segno negativo, ma tutti gli indicatori dicono che prevale l'ottimismo e una possibilità notevole che nella seconda metà di quest'anno si vada a una crescita molto rilevante. Le previsioni della Commissione danno una crescita nell'Eurozona del 4,3% e del 4,4% per quest'anno e l'anno prossimo, rispettivamente, mentre il Fondo monetario ha parlato di crescita del 4,4%. Le decisioni che sono state prese a livello europeo hanno attutito l'impatto di questa crisi. Credo che dobbiamo esserne consapevoli. Non hanno tuttavia cancellato le ferite che potrebbero rimanere anche a lungo e non hanno, soprattutto, cancellato le differenze tra paesi. La velocità della ripresa non sarà uguale tra tutti i paesi europei e differenze ci saranno tra i diversi settori: l'industria che corre ormai da mesi, i servizi che si stanno nel complesso riprendendo positivamente, il settore delle costruzioni che sta andando molto bene e i settori dei viaggi, turismo, spettacoli dal vivo, ospitalità e ristorazione, in gravi difficoltà. In questo quadro si può dire che, a differenza della crisi precedente, le banche non sono state l'origine e tantomeno neanche parte del problema. Sono una parte della soluzione e penso che siano percepite in questo modo. Credo che questa percezione sia molto importante. Dobbiamo in ogni caso guardare molto attentamente alla prossima fase, perché il sostegno pubblico che c'è stato ha fatto sì che finora il livello di fallimenti di aziende non sia mai stato così basso in Europa negli ultimi dieci anni. Ma è altrettanto ovvio che la situazione cambierà man mano che questi sostegni verranno resi più selettivi e via via ridotti ed eliminati. La Commissione ovviamente suggerisce che questo avvenga in modo molto graduale e ragionevole per evitare che ci siano degli effetti di picco che possano riportare all'ordine del giorno il tema dei crediti deteriorati. Da questo punto di vista le banche devono conservare la buona forma che hanno recuperato perché sono fondamentali per le transizioni di cui stiamo parlando. La transizione ambientale è il principale obiettivo dell'Unione europea e senza un ruolo delle banche nella raccolta di investimenti, e avremo bisogno di centinaia di miliardi di investimenti aggiuntivi all'anno se vogliamo essere credibili con questi obiettivi di riduzione delle emissioni, l'obiettivo sarà difficilmente raggiunto. Il ruolo delle banche è fondamentale in settori che sono molto spesso lunghi in idee ma corti in collaterali, e hanno bisogno di credito. C'è molta strada da fare sull'unione bancaria e sul mercato europeo dei capitali, ma la fase regolatoria va affrontata con prudenza e gradualità. Abbiamo alle spalle un'operazione di pronto soccorso dell'economia europea veloce e di grandissimo impatto. Il Fondo monetario ha calcolato che senza le decisioni prese dalla sospensione del Patto di stabilità e delle regole degli aiuti di Stato al programma straordinario della Bce, al sostegno Sure sui meccanismi tipo cassa integrazione, l'impatto della crisi sarebbe stato il triplo di quello che è stato per l'Eurozona. Quindi, insieme al pronto soccorso, abbiamo costruito un ponte verso il futuro dei prossimi 5-6 anni, perché questo è il Next Generation Eu. Con una gestione seria e ragionevole della fase che abbiamo davanti, di maggiore selettività del sostegno pubblico e di utilizzo delle grandi risorse, questo ponte verso il futuro potrà essere davvero una grandissima opportunità.