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11/07/2020

Il Comune chiede di costituirsi parte civile al processo sulla Rsa

La Sicilia

AL VIA LA PRIMA UDIENZA
Cinque milioni di euro è la richiesta avanzata come risarcimento a favore dell ' ente pubblico
Il Comune di Gela chiede di essere ammesso come parte civile al processo scaturito da un ' inchiesta condotta dalla locale Procura sulla gestione e l'accreditamento presso la Regione siciliana della Rsa di Caposoprano legata all' ex direttore del Comune ing. Renato Mauro, ora imputato davanti al Tribunale presieduto dalla dott. Miriam D ' Amore con altre 13 persone. A formulare la richiesta di costituzione di parte civile nell ' interesse dell ' Ente è stati ieri l ' avv. Salvo Macrì all ' apertura del processo contro il gruppo di imputati, il difensore di parte civile chiede, inoltre, un risarcimento di 5 milioni di euro ed una provvisionale di un milione di euro in favore del Comune. Alla richiesta di costituzione di parte civile si sono opposti i difensori degli imputati che hanno eccepito la carenza di interesse del Comune a costituirsi al processo. Il collegio giudicante deciderà il 23 luglio prossimo se ammettere la costituzione del Comune o no. Il processo, oltre all ' ing. Mauro, vede imputati Sandra Bennici, Rocco Ficicchia, Giuseppe Fava, Davide Giordano, Luigia Maria Rita Drogo, Calogero Buttiglieri, Salvatore Lombardo, Raffaella Galanti, Donato Fidone, Isidoro Brachitta, Michele Burgio, Sebastiano Macchiatella e Gaetano La Bella. Agli imputati si contestano a vario titolo reati che vanno dall ' abuso d ' ufficio, alla concussione, al falso ideologico, all'omissione d'atti d'ufficio, all'istigazione alla corruzione, all ' omessa denuncia del reato di truffa, solo per citarne alcuni. La vicenda venne a galla nell'autunno di cinque anni fa nell'ambito delle indagini coordinate dalla locale Procura per fare chiarezza sull'accreditamento presso la Regione della Rsa alla quale erano stati assegnati 38 posti in regime di convenzione. Il bando pubblico prevedeva 100 posti , 58 dei quali in convenzione con l'Asp 2 di Caltanissetta per la residenza sanitaria assistita per anziani. Dei 58 posti, 38 furono assegnati alla Sst srl presso la Rsa di Caposoprano. Si ritenne che fosse stato congegnato un sistema ad hoc per velocizzare l'iter burocratico relativo alla realizzazione, nel 2014, della struttura di assistenza. Gli inquirenti accesero anche i riflettori su chi avrebbe attestato il falso per produrre atti di idoneità, di destinazione d'uso e la conformità urbanistica dell'immobile dove sorge la struttura. Per questi fatti, sotto inchiesta, oltre ai 14 imputati, erano finite altre 19 persone. Ma per queste ultime, in sede preliminare, le ipotesi di reato non ressero, tant ' è che per loro il Gup Lirio Conti emise sentenza di proscioglimento. D. V.

Foto: La sede della Rsa Caposoprano sita in via Palazzi all ' angolo con via Francia