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16/09/2018

Il commissario deciderà sui lavori

Il Trentino

genova
Il nome sarà scelto con gli enti locali e poi affiderà la ricostruzione
ROMA Il nome del Commissario straordinario per la ricostruzione del ponte Morandi sarà scelto insieme agli enti locali e sarà poi lui a decidere se la ricostruzione sarà affidata alla sola Fincantieri o anche ad Autostrade. Mentre il presidente della Regione Liguria e attuale commissario per l'emergenza, Giovanni Toti, torna in pressing sul governo per accelerare i tempi e avviare subito i lavori, Matteo Salvini ed Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti genovese e leghista anche lui, cominciano a delineare i prossimi passi dell'esecutivo dopo il via libera di giovedì scorso al decreto Genova. La Gdf intanto fornisce in un'informativa ai pm che stanno indagando sul disastro una «black list» di 60 nomi su cui potrebbero ricadere responsabilità penali. Il provvedimento su Genova è stato approvato «salvo intese», proprio per avere il tempo di consultare le amministrazioni locali, ha spiegato Rixi, visti i rapporti finora non sempre semplici tra tutte le parti in campo. Martedì il sindaco Marco Bucci e lo stesso Toti arriveranno quindi a Roma per discutere a Palazzo Chigi dei dettagli del decreto ma anche del nodo fondamentale rimasto ancora aperto: la nomina del commissario e i poteri da conferirgli. Secondo Rixi la nuova figura potrà avere deroghe sul Codice degli appalti, in modo da accelerare le procedure altrimenti troppo lunghe, con il rischio di rinviare la ricostruzione di 2 o 3 anni. Ma a lui toccherà anche decidere a chi affidare i lavori: «Questa sarà la scelta che dovrà fare il Commissario», ha scandito il viceministro lanciando peraltro un messaggio non troppo velato ad Autostrade. «Credo che in questa fase meno Autostrade è presente, più si tiene di lato, e più le convenga. Il Governo ha aperto una procedura, una discussione, per la revoca o la decadenza della concessione, che credo sia anche in funzione di quelli che saranno gli atteggiamenti», ha sottolineato, ricordando che il decreto impone non a caso ad Aspi di pagare la ricostruzione. Per Toti l'importante è fare presto: «Se i tempi per la ricostruzione del ponte Morandi non saranno quelli previsti da noi - entro settembre l'inizio della demolizione ed entro novembre l'inizio del cantiere - ne risponderanno davanti ai liguri e agli italiani. Non tollereremo un'ora di ritardo», ha avvertito. La replica è arrivata da Rixi che ha assicurato che l'obiettivo del governo è quello di riportare Genova ad una «vita normale entro Natale».

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