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17/04/2021

il colloquioMario De Fazio / Genova«Darci tempi ce…

Il Secolo XIX - Mario De Fazio

il colloquioMario De Fazio / Genova«Darci tempi certi sulle riaperture è indispensabile, e sono sicuro che nei prossimi giorni lavoreremo tutti insieme a un cronoprogramma. Draghi, seppur prudente, mi ha rassicurato sulla necessità di dare un segnale alle categorie economiche».Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha appena finito il punto stampa sull'emergenza Covid in Ligura. A fine giornata, reduce dalla trasferta romana, nel suo ufficio racconta l'incontro avuto in mattinata con il presidente del Consiglio. Mezz'ora di colloquio a Palazzo Chigi, di cui il governatore ligure e leader di Cambiamo si dice «molto soddisfatto». E si capisce dai contenuti del confronto che non si tratta di frasi di circostanza.Tutt'altro. Vaccini, riaperture, andamento del contagio e anche il futuro del Recovery Fund, in cui le Regioni avranno un ruolo da protagonista e per applicare il quale «ho proposto a Draghi il modello Genova per le opere, perché non avremo il tempo di rivedere il codice degli appalti e non possiamo perdere questa enorme occasione di sviluppo». Ma l'incipit non poteva che essere sulle riaperture, in una giornata in cui le Regioni hanno stilato un nuovo piano di linee guida per rimettere in moto l'economia del Paese in sicurezza. «Il premier è prudente e si muove con circospezione. Non si è sbilanciato su possibili date, credo sarà un tema dal 25 aprile in poi - esordisce Toti - Ma ha confermato che ne ragioneremo nelle prossime ore e soprattutto ha contezza della situazione. Abbiamo parlato delle manifestazioni di protesta, anche sotto Palazzo Chigi, e non le ha affatto derubricate a gesti di pochi facinorosi, perché non sottovaluta il clima di stanchezza ed esasperazione delle categorie. Abbiamo convenuto che serve dare una prospettiva a queste persone, con un percorso lineare e non avventato». Aperture che però devono fare i conti con la discesa lenta del contagio, e con un Comitato tecnico scientifico che vigili sulle possibili ricadute. «È vero, il Cts è molto prudente, e Draghi mi ha confermato che il virus sta calando costantemente ma più lentamente di quanto potevamo aspettarci - continua Toti - Vedremo i tecnici cosa diranno delle nuove linee guida che abbiamo elaborato, che sono più duttili. In più conosciamo molto meglio il virus e abbiamo alcuni strumenti come i tamponi rapidi che possono essere utilizzati in alcuni contesti, come ad esempio le discoteche». Il segnale del governo a ragionare di un cronoprogramma di riaperture resta però, per il governatore ligure, «indispensabile per l'umore del Paese e ridare una ventata di positività, ed è indispensabile anche nei fatti: bisogna dire a un albergatore o a un balneare quando potrà riaprire, perché chi lavora in questi settori dovrà organizzarsi per tempo per i lavori di manutenzione, le assunzioni, le forniture». Un po' di luce in fondo al tunnel, grazie ai vaccini, sembra esserci. Con la consapevolezza che la linea del governo sulla necessità di immunizzare i più anziani e fragili resta la stella polare, perché «l'obiettivo che mi ha confermato Draghi è mettere in sicurezza gli over 70 nelle prossime settimane - spiega ancora Toti - Il premier sta lavorando in prima persona per ragionare su nuovi contratti di acquisto dei vaccini, cosa che ovviamente ci conforta. E ha ribadito che conta di avere più dosi a disposizione nelle prossime settimane, e che il generale Figliuolo è consapevole che se alle Regioni arriveranno più vaccini saremo in grado di aumentare la nostra capacità vaccinale».Un prudente ottimismo che riguarda anche le prospettive future dell'economia italiana. «È ottimista sulle prospettive economiche nel medio periodo, perché grazie ai vaccini verrà meno l'incertezza e dopo si aspetta una ripresa dei consumi e degli investimenti, una fase espansiva che unita agli investimenti pubblici del Recovery Fund può davvero far ripartire il Paese». E a proposito degli aiuti che arriveranno dall'Europa, il leader di Cambiamo ha lanciato una proposta al premier. «Gli ho ricordato come noi in Liguria abbiamo molte opere infrastrutturali inserite nel piano, come il raddoppio ferroviario a ponente o la Pontremolese, e che Genova può essere un perno delle politiche green in Italia. Mi ha ribadito grande attenzione per il nostro territorio, e gli ho proposto di utilizzare il "modello Genova" che abbiamo usato per la ricostruzione del Morandi per le opere del Recovery Fund». --È