scarica l'app
MENU
Chiudi
05/08/2020

Il Colle: «Ferita non rimarginata»

La Verita' - SARINA BIRAGHI

Mattarella incontra i familiari delle vittime in prefettura prima della cerimonia: «Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome e un cognome»
• La pioggia battente ha lasciato lo spazio a un enorme e simbolico arcobaleno a contenere il nuovo ponte sul Polcevera «Genova San Giorgio» durante la cerimonia d'inaugurazione di ieri. E così l'antico grido di battaglia delle galee genovesi, «Per Genova e per San Giorgio», è diventato quasi un'invocazione, una bandiera per un ponte cerniera tra il ponente e il levante della città, ma anche testimonianza di una tragedia. Due anni fa, il 14 agosto 2018, il ponte Morandi collassò uccidendo 43 persone i cui familiari (non tutti) ieri hanno preferito non presenziare all'inaugurazione ma incontrare in prefettura il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dure le parole dell'inquilino del Colle, che ha parlato di una «ferita che non si rimargina». «Le responsabilità non sono generiche», ha aggiunto, «hanno sempre un nome e un cognome, sono sempre frutto di azioni 0 di omissioni» ed «è importante ci sia un'azione severa e rigorosa di accertamento delle responsabilità». L'inno nazionale ha dato il via alla cerimonia presieduta, oltre che dal capo dello Stato, da Giuseppe Conte, dai vertici di Senato e Camera, Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico, dalla presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia e da molti ministri ed ex. Fiero del «modello Genova» e primo a parlare il sindaco e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, che ha ringraziato tutti per la grande impresa, simbolo delle eccellenze italiane: «Il messaggio ai parenti delle vittime: queste cose non devono succedere più. Ai cittadini che hanno sofferto in silenzio regaliamo quésta infrastruttura per tornare a crescere. Infine a tutti quelli che hanno lavorato senza mai fermarsi superando problemi enormi dico grazie. Oggi lanciamo un messaggio di fiducia, competenza e speranza. Così si potrebbero fare tutte le infrastrutture d'Italia». Per il governatore della Liguria, Giovanni Toti: «Quel ponte non doveva cadere e qualcuno dovrà pagare. Ed è per questo che oggi non è una festa. E aspettiamo la giustizia che sono certo arriverà. Resta però la soddisfazione per l'impresa riuscita grazie al lavoro di donne e uomini che ringraziamo e che ci hanno fatto rialzare con fierezza e tenacia. Diciamo che si deve fare sempre così». Poi è stata la volta dell'archistar Renzo Piano che ha regalato il progetto del suo ponte con 43 vele di luce in ricordo delle vittime: 19 campate, tre da 100 metri e le altre da 50 per una lunghezza di 1.067 metri. «Siamo sospesi tra il cordoglio e l'orgoglio. Qui ci siamo smarriti nello sgomento e qui ci ritroviamo per ringraziare chi ha messo energia per costruire» ha detto il senatore a vita sottolineando che è stato il suo più bel cantiere. «Non credo che quest'opera sia un miracolo, ma è il Paese che ha mostrato la sua parte buona». Anche il premier Giuseppe Conte ha ricordato il dolore per la tragedia: «Questo ponte è la testimonianza dell'energia creativa del genio italico. Un'opera mirabile frutto di passione e competenze, di collaborazione tra politica, amministrazione, lavoro, simbolo di un'Italia che si rialza e di Genova che riparte da qui. Intanto noi siamo impegnati a ridefinire i termini della convenzione, riportare in equilibrio il rapporto concessorio anche per garantire maggiore sicurezza. Il nostro obiettivo è tutelare l'interesse pubblico, cosa mancata nella precedente gestione». Dopo i discorsi, la benedizione dell'arcivescovo di Genova monsignor Marco Tasca e quindi il taglio del nastro del presidente Mattarella e le Frecce tricolori che hanno « percorso» in cielo la lunghezza del ponte. Al tramonto anche la nave scuola Amerigo Vespucci si è illuminata con il tricolore. Dopo due anni senza viadotto, costati a Genova dai 6 ai 10 milioni al giorno, con le opere di demolizione e ricostruzione costate rispettivamente 19 milioni e 202 milioni, da stanotte ponte San Giorgio, costruito in deroga al codice degli appalti, sarà aperto al traffico. Quattro robot vigileranno sulla sicurezza.

Foto: DOLORE Sergio Mattarella e i familiari delle vittime del Morandi [Ansa]