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28/07/2018

«Il Codice degli appalti? Ma è tutto da rifare»

Gazzetta di Modena

LUPPI DI LAPAM
Gilberto Luppi, presidente di Lapam Confartigianato, interviene sui temi del Codice degli appalti, confermando la posizione dell'associazione condivisa da tutti gli operatori del settore: con le nuove norme le micro e piccole imprese non avranno speranze, ora peggio di prima.«Gino Bartali - attacca Luppi - direbbe 'L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare...'. Così non ci siamo. Il nuovo Codice dei contratti pubblici non è riuscito a centrare l'obiettivo che doveva caratterizzarlo, cioè favorire la partecipazione delle piccole imprese al mercato degli appalti. E allora - prosegue Luppi - bisogna cambiare la legge perché, così com'è, rappresenta un'occasione mancata su tanti fronti. I procedimenti rimangono lenti e farraginosi, i costi burocratici ed economici per le imprese non sono diminuiti, le procedure di spesa non sono state razionalizzate, territorialità, filiera corta e appalti a chilometro zero rimangono una chimera, le stazioni appaltanti non hanno migliorato efficienza e professionalità. Ed è ancora un miraggio la lotta alla corruzione e ai conflitti di interesse».Tra i problemi denunciati da Lapam Confartigianato deve essere evidenziato anche il sovraffollamento delle gare che di fatto impediscono la partecipazione alle piccole imprese.«Su tutto - riprende il presidente Lapam Confartigianato - un aspetto paradossale: la frettolosa abrogazione della normativa precedente, in assenza delle norme di attuazione del Codice, ha di fatto provocato la paralisi del mercato degli appalti pubblici».Il presidente del Comparto Costruzioni Lapam, Claudio Boccaletti, rincara la dose: «In poche parole - dice - le piccole imprese si trovano in una situazione insostenibile. E allora, come Lapam Confartigianato, vogliamo rilanciare, denunciando al Governo e al Parlamento la gravità del problema e chiedendo una serie di modifiche al Codice, a cominciare dalla sospensione della cosiddetta soft law con il ripristino urgente del Regolamento del 2010. Bisogna fare presto - conclude Boccaletti - perché il nuovo Codice degli appalti sta mettendo in ginocchio le piccole imprese: proprio l'effetto opposto a quello che doveva ottenere». --

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