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30/11/2018

Il codice degli appalti innesta la retromarcia

ItaliaOggi - ANDREA MASCOLINI

I risultati della consultazione pubblica, con 2 mila contributi
Abrogare la soft law (ripristinando il regolamento di attuazione del codice), l'avvalimento, il rito «super speciale» per la definizione dei ricorsi, e modificare la disciplina sui criteri di aggiudicazione. Sono questi i punti largamente condivisi da dipendenti pubblici e soggetti privati che hanno partecipato alla consultazione pubblica avviata l'estate scorsa dal Ministero delle infrastrutture in merito alle possibili linee di riforma del codice dei contratti pubblici. La consultazione era finalizzata ad individuare modifiche in grado di assicurare l'efficienza del sistema in un'ottica di semplificazione del quadro normativo, assicurandone la chiarezza ed eliminandone le criticità anche sul piano applicativo. La consultazione ha coinvolto amministrazioni, associazioni di categoria, privati, liberi professionisti, è stato quello di ascoltare la pluralità di voci degli stakeholders ai fini di una meditata riforma dello stesso Codice. Durante il mese di consultazione - ha reso noto il Ministero - sono stati inseriti 1908 contributi, con una media di 58 contributi al giorno, calcolata sull'intero periodo. La maggior parte di coloro che hanno partecipato (il 56,76%) sono dipendenti di aziende private e imprenditori individuali. Ma di rilievo è stata anche la partecipazione delle amministrazioni, soprattutto responsabili del procedimento e tecnici di enti locali, che con il 30,08% di contributi, hanno mostrato interesse per alcuni temi, tra cui vale la pena di segnalare il contenuto dell'art. 113 sugli incentivi per le funzioni tecniche, di cui è stato chiesto il ripristino per le attività di progettazione. In particolare i temi predefiniti che hanno destato il maggior interesse tra chi ha partecipato alla consultazione, con richieste di modifica, sono stati: il subappalto (molto gettonata la richiesta di eliminazione della terna dei subappaltatori), i criteri di aggiudicazione, la disciplina dell'anomalia, i dati oggetto di pubblicazione e i termini di decorrenza anche ai fini dell'impugnativa, la nomina e i requisiti del Rup e i motivi di esclusione. Sono inoltre arrivate diverse richieste di superamento degli istituti della soft law, con una sostanziale richiesta di superamento dell'esperienza che avrebbe determinato incertezza e instabilità del quadro normativo, del cosiddetto rito super speciale, ritenuto inidoneo sul piano processuale a raggiungere l'obiettivo di deflazionare il contenzioso, e dell'avvalimento, per evitare che imprese non adeguatamente qualificate partecipino alle gare. Richieste di modifica sono giunte, tra le altre cose, anche in merito all'elenco delle stazioni appaltanti qualificate; all'appalto integrato; al rating d'impresa, e ai costi della manodopera. Il Ministero ha precisato che «l'ascolto delle istanze pervenute in sede di consultazione è non un punto d'arrivo, ma un punto di partenza, per un efficace intervento riformatore del Codice dei contratti pubblici». Intanto prende sempre più corpo la voce che alla Presidenza del Consiglio sia già pronta una bozza di decreto-legge con alcune prime modifiche al codice. © Riproduzione riservata