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09/09/2021

Il cloud per battere la burocrazia Colao: il controllo resterà allo Stato

La Stampa - FRANCESCO SPINI

partnership con i privati, 1,9 miliardi dal pnrr. in pole position c'e la cordata tim-leonardo-cdp
Rivoluzione digitale nella pubblica amministrazione: ora il bando, i dati online entro il 2025
MILANO La nuvola informatica dove passeranno dati e servizi della Pubblica amministrazione prende forma: entro la fine dell'anno sarà pubblicato il bando per la realizzazione del Polo strategico nazionale (Psn). E per questo nuovo cloud, Vittorio Colao, ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, mette in chiaro le regole: «C'è una certa preferenza per mantenere un controllo da parte dello Stato in forma magari flessibile, mantenere cioè la capacità di dirigere questa entità. Del resto i clienti principali saranno le pubbliche amministrazioni. Non voglio però perdere il contributo degli esterni». Sarà dunque una alleanza tra pubblico e privati. L'anno venturo ci saranno l'aggiudicazione della gara e la realizzazione dell'infrastruttura. I dati della Pa saranno poi classificati e, a partire dalla fine del 2022, col supporto dell'Agenzia per la Cybersicurezza guidata da Roberto Baldoni, le amministrazioni cominceranno la migrazione verso il cloud di Stato. Per terminare le manovre entro la fine del 2025. Il tutto impegnerà circa 1,9 miliardi di fondi del Pnrr. Con la Strategia Cloud Italia, presentata ieri, il governo punta a creare una «casa sicura per i dati degli italiani», assicura Colao. «Gli italiani - dice l'ex top manager - devono potersi fidare». Tutte le pubbliche amministrazioni potranno fornire servizi «rapidamente e a costi ragionevoli, senza nessuna differenza geografica». Il piano risponde a tre sfide. La prima è garantire «l'autonomia nel controllo delle infrastrutture digitali del cloud e dei dati». Quindi il controllo sui dati, assicurando che essi «non siano esposti a rischi sistemici da parte di fornitori extra Ue, ad esempio l'accesso da parte di governi di Paesi terzi», come per esempio la Cina. Come terza necessità, si tratta di innalzare il livello di «resilienza» nei confronti di incidenti, cyberattacchi o guasti tecnici «attraverso controlli di sicurezza e requisiti che garantiscano la continuità del servizio». «Stiamo costruendo gli strumenti per difenderci e gestire i dati con maggior sicurezza», spiega il sottosegretario di Stato delegato alla Sicurezza, Franco Gabrielli. Il primo passo sarà dunque quello di costruire l'infrastruttura informatica nazionale, articolata in 4 data center distribuiti in due regioni, per erogare i servizi cloud nella tripla classificazione a seconda della sensibilità dei dati contenuti: pubblico criptato, privato/ibrido e privato. Sarà un soggetto «a controllo, vigilanza e monitoraggio pubblico», come si legge nel piano. Il bando sarà pubblicato entro fine anno, ma non sarà una vera e propria gara, «ma un'offerta di partnership - spiega Colao - e ci aspettiamo proposte da soggetti pubblici e privati». Riservatezza e sovranità sono assicurate da tre tipi di crittografie che impediscono a paesi esteri di ottenere dati sensibili italiani. In questo modo «molti troveranno modo di contribuire a questo disegno, italiani e no. Ma l'Italia prende il controllo delle regole di comportamento» a tutti i livelli. In pole position c'è la cordata formata da Tim, Leonardo, Cdp e Sogei, che avrebbe come partner tecnici colossi Usa come Google e Microsoft. In campo anche gli schieramenti Almaviva-Aruba e Fastweb-Poligrafico. -

VITTORIO COLAO MINISTRO INNOVAZIONE TECNOLOGICA

Con il cloud tutte le amministrazioni potranno fornire servizi rapidamente e a costi ragionevoli

Stiamo costruendo gli strumenti per difenderci e gestire i dati con più sicurezza

FRANCO GABRIELLI SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLA SICUREZZA

Foto: LAPRESSE


Foto: Vittorio Colao e Franco Gabrielli ieri alla presentazione