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02/10/2018

Il Clir porta al Tar i Comuni ribelli per l’appalto da 10 milioni di EUR

La Provincia Pavese - Sandro Barberis

Ieri la società di gestione rifiuti ha annunciato il ricorso «Ci stanno causando un danno d'immagine e patrimonio» Ma i due sindaci non mollano robbio e cilavegna
Sandro Barberis / ROBBIOIl dado è tratto. È iniziata ieri mattina la guerra a colpi di carte bollate all'interno del Clir, la società intercomunale di raccolta rifiuti di cui sono soci 42 municipi della Lomellina. i motivi del ricorsoLa dirigenza del Clir, guidata dalla consigliera comunale di Sannazzaro Federica Bolognese, ha annunciato il deposito di un ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale, contro Robbio e Cilavegna. Sono i due Comuni, e anche soci fondatori del Clir, che hanno avviato un appalto per la raccolta rifiuti da 10 milioni di euro per i prossimi sei anni. Il nuovo affidamento dovrebbe partire il 1° novembre. Una gara d'appalto, a cui il Clir non ha partecipato, che secondo la società intercomunale è contro le norme. «Con Robbio e Cilavegna si è tenuta una riunione, a cui c'erano anche i rispettivi legali, abbiamo proposto ai due Comuni un serio percorso per farli riflettere sul costo dell'uscita dalla società in modo che i due municipi si impegnassero all'esaurimento dei loro obblighi verso la società e verso gli altri soci - spiegano dalla dirigenza Clir. - Non c'è stato alcun riavvicinamento, abbiamo anche chiesto a Robbio e Cilavegna di tornare sui loro passi, ma ci hanno risposto negativamente. Il nostro consiglio d'amministrazione ritiene quest'atteggiamento inaccettabile: va contro l'interesse dei soci, della società e del servizio pubblico erogato agli utenti lomellini. Per questo abbiamo presentato ricorso al Tar per chiedere l'annulallamento della gara d'appalto indetta dai due Comuni». A seguire la vicenda, per conto del Clir, sarà l'avvocato Claudio Venghi di Rosate, esperto di diritto pubblico. «Robbio e Cilavegna - spiegano dalla dirigenza del Clir - hanno contribuito attivamente alle scelte sugli investimenti più rilevanti effettuati dal Clir negli ultimi dieci anni, e hanno anche approvato bilanci e documenti d'indirizzo. Di fatto hanno sottoscritto un obbligo a rispondere, in relazione alla loro quota, ai costi finanziari e agli ammortamenti del Clir per i prossimi vent'anni».«Una gara che riteniamo illegittima sostanzialmente per due motivi - spiega l'avvocato Vaghi. - Il primo è che si tratta di due soci che usufruiscono di un servizio di raccolta rifiuti ancora in corso, la seconda è che il bando aveva delle clausole talmente stringenti che hanno tagliato fuori il Clir. Puntiamo ad una sospensiva dalla gara. Clir è disponibile anche a trattare con i due soci per la loro uscita dalla società, ma riconoscendo gli investimenti ancora in corso effettuati nei due centri. Una trattativa potrebbe portare anche al ritiro del ricorso». i ribelli vanno avanti con l'appaltoRobbio ha il 7,10% delle quote del Clir, Cilavegna il 3,59%: la società conta su 42 dipendenti e un fatturato annuo di circa 10 milioni. «Andiamo avanti con la procedura della nuova gara d'appalto nell'interesse dei cittadini - ribatte il sindaco di Robbio Roberto Francese. - Il servizio del Clir è troppo costoso e spesso non risponde alle esigenze dei cittadini. Prendiamo atto che con i soldi dei cittadini, che pagano la bolletta dei rifiuti, il Clir preferisce aprire un contenzioso legale piuttosto che investire nel piano industriale per migliorare il servizio». --

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