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19/05/2020

Il Cis cambia parco progetti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SVILUPPO IL CHECK SUL CONTRATTO IL BILANCIO Su 40 progetti, solo 10 sono realizzati o in cantiere. Impiegati solo 327 milioni sull'oltre miliardo di euro a disposizione
Il sottosegretario Turco: «Persi troppi anni dietro proposte irrealizzabili»
l Il Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, istituito da una legge del 2015, sarà in parte riprogrammato perché saranno bloccati e sostituiti i progetti che, ad una verifica tecnica, non risultano realizzabili. A poco più di due mesi dall'avvio dei lavori di verifica, ieri mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alla programmazione economica, Mario Turco, ha voluto tracciare un primo bilancio con i giornalisti, concludendo così una mattinata contrassegnata da una nuova seduta di confronto con le stazioni appaltanti, con accanto il prefetto Demetrio Martino. Turco ha dichiarato che «la governance del Contratto istituzionale Taranto vede coinvolta la presidenza del Consiglio che ha messo a disposizione, per superare le carenze e le criticità di questi anni, due grandi strutture di missione: Invitalia ed Investitalia. Abbiamo terminato l'analisi delle criticità - ha sostenuto Turco - ed effettuato un primo step di possibili soluzioni rispetto agli interventi programmati. Abbiamo cambiato metodo rispetto al passato e lo abbiamo annunciato già nella riunione di insediamento del 5 marzo». Il sottosegretario ha poi dichiarato che su 40 interventi del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, sono stati «portati a compimento, tra opere realizzate o in corso di realizzazione, 10 interventi per una somma spesa di soli 327 milioni di euro. Abbiamo una dotazione, già impegnata, di oltre 700 milioni ancora da spendere su oltre 30 interventi. Sono risorse che derivano da riprogrammazioni che ci sono state nel tempo» ha detto Turco. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, «c'è stata una incapacità di spesa del Cis Taranto, che è lampante, perché abbiamo fonti di finanziamento antecedenti al 2010. Di qui, il nuovo metodo di lavoro. Ci siamo quindi dati un cronoprogramma settimanale ma non per fare vetrina, non per fare attività fumosa e inconcludente. Siamo qui - ha sostenuto Turco - a lavorare per trovare la soluzione delle problematiche sui diversi interventi. Stiamo riscontrando che a seguito delle criticità che mettiamo sul tavolo a porte chiuse, ci troviamo poi difronte ad una falsa realtà rappresentata da alcuni soggetti territoriali facenti parte del Cis. Ma noi siamo qui per cercare di aiutare gli enti responsabili e mi riferisco alle 15 stazioni appaltanti, non per qualche altro scopo recondito». Secondo Turco, «questa è un'anomalia, perché ogni stazione appaltante ha una sua metodologia, una sua procedura nei lavori. E questo non ha aiutato il Cis ad avere un'accelerazione». «Alcuni interventi - ha detto ancora il sottosegretario alla presidenza - non possono essere accelerati perché si sono dimostrati irrealizzabili, quindi bisogna avere il coraggio di dire che, seppure annunciati in pompa magna, adesso vanno ritenuti irrealizzabili. Siamo quindi obbligati alla riprogrammazione per il rispetto della città e perché non possiamo ancora illudere in territorio già illuso per diversi decenni. Serve però una valutazione politica e tecnica e anche una operazione verità, lontana dal giudizio non positivo su quello che stiamo facendo, espresso da chi fatica ad accettare la realtà dei fatti». Turco ha poi colto l'occa sione per richiamare tutti alla unità di intenti. «Negli ultimi giorni mi sono sentito tirare per la giacca da più parti, coinvolto in polemiche politiche io che non ho mai fatto politica, che alla politica mi sento prestato, che di politica non ho mai vissuto e non lo farò certo ora. Non ho ambizioni personali da coltivare, men che meno di fare il sindaco come pure mi è capitato di leggere e sentire, ma solo di fare qualcosa per Taranto e i tarantini. Chi vorrà lavorare per questo, troverà in me una persona leale e dedita unicamente al lavoro». [mimmo mazza]

Foto: CONTRATTO DI SVILUPPO Il prefetto Demetrio Martino e il sottosegretario Mario Turco [foto Todaro]